Italia
Continua lo scontro fra i gestori dell’accoglienza
MASSA MARITTIMA. Non le accetta Luciano Fedeli – responsabile di alcuni centri per i rifugiati in Alta Maremma – le parole del presidente dell’associazione di volontariato Partecipazione e Sviluppo,...
MASSA MARITTIMA. Non le accetta Luciano Fedeli – responsabile di alcuni centri per i rifugiati in Alta Maremma – le parole del presidente dell’associazione di volontariato Partecipazione e Sviluppo, Emanuele Ghionzoli, pubblicate nei giorni scorsi. «Negli ultimi mesi la poca chiarezza ha condizionato i rapporti - attacca Fedeli - i posti disponibili qui sono in totale 149, di cui 135 occupati (il dato risale al 23 dicembre). Per quanto concerne il 2015 si contano 37.000 presenze quotidiane nella sola Toscana Sud, per un fatturato che supera 1,2 milioni di euro, molto cresciuto da luglio in poi. A fine 2013 lo stesso bilancio era di centomila euro». Poi Fedeli affonda: «Il presidente racconta di problematiche di carattere gestionale derivanti da visite ispettive (in particolare quella del 6 ottobre) che hanno portato a prescrizioni a carico dell’associazione e dei proprietari degli immobili. Ma Ghionzoli dimentica che il sopralluogo del 6 ottobre ha rilevato infrazioni più gravi a carico proprio dell’associazione, che sono state oggetto di provvedimenti da parte degli organi preposti. Nulla a che vedere con la gestione e con chi vi opera». Fedeli si riferisce all’utilizzo di 2 volontari, per i quali sono state elevate sanzioni, con l’obbligo di assunzione. «È bene ricordare – prosegue – che buona parte dei collaboratori impiegati dal 2014 ha svolto azioni di volontariato e alcuni le stanno ancora svolgendo con le stesse modalità dei due pizzicati a Roccastrada».
L’ex presidente della Società della salute Colline Metallifere punta il dito su «mancanze o disattenzioni dell’associazione» Partecipazione e Sviluppo proprio a proposito del personale. Un elenco di presunte irregolarità che Fedeli contesta una per una: «Per questo – dice – ho trasmesso tutti gli atti agli organi competenti, che li valuteranno insieme ad altre segnalazioni».
E poi c’è il sindacato. «Al tavolo del 28 novembre – sono ancora parole di Fedeli – su pressione del personale e dello stesso sindacato, il presidente si era preso l’impegno di elaborare una proposta (per assunzioni e stabilizzazioni) che contenesse criteri trasparenti e oggettivi, tenendo conto anche dell’attività pregressa svolta dai collaboratori. Ma un articolo uscito sulla stampa, tra l’altro con toni moderati, elaborato da tutti i collaboratori, ha fatto irritare Ghionzoli. Di nuovo è mancata chiarezza. Si è parlato di presunte imposizioni giunte dai livelli istituzionali e del fatto che Ferretti (Cgil) avrebbe mollato i lavoratori, in quanto indifendibili. Ferretti ha poi smentito».
Dopo aver ribadito che i volontari-lavoratori non si tirano indietro e sono pronti anche a tornare al tavolo, Fedeli parla del rapporto con i Comuni e delle proposte respinte: «Quando si svolgono certi servizi sono fondamentali le relazioni e non ci devono essere corsie preferenziali per l’una o l’altra istituzione. Il rispetto va portato a tutti. Ricordo al presidente che il sindaco di Gavorrano non ha mai avuto il piacere di conoscerlo… Ricordo che l’associazione aveva anche avviato altri percorsi, liquidati con un “ci abbiamo ripensato” detto al telefono». Fedeli conclude prendendo le distanze «da metodi e azioni che non mi appartengono».
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