Il Tirreno

Grosseto

Ombrone, gli ambientalisti dicono stop

Ombrone, gli ambientalisti dicono stop

Legambiente e Italia Nostra contro il Consorzio di Bonifica, chiedono di fermare taglio degli alberi ed escavazione del letto

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Stop. Non sono d’accordo gli ambientalisti su come si sta “gestendo” il fiume Ombrone, e anche Legambiente e Italia nostra si inseriscono tra le voci contrarie al taglio a due tipologie di interventi: taglio della vegetazione e “scavo” del letto.-

«Il rischio di esondazione dell’Ombrone – intervengono Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente e Federico Gasperini direttore Legambiente Toscana – è stato altissimo per colpa di scelte urbanistiche sbagliate. Ribadiamo la nostra contrarietà al taglio indiscriminato della vegetazione delle ripe fatto dal Consorzio Bonifica. La vegetazione ha un ruolo fondamentale per contenere il rischio di dissesto idrogeologico e poi ha un’azione benefica per la fauna e per l’ecosistema fluviale».

Legambiente chiede «i contratti di fiume, che sono uno strumento importantissimo per realizzare una gestione condivisa e partecipata».

Passiamo all’alveo. «Siamo contrari anche alle escavazioni in alveo – continuano i rappresentanti di Legambiente – per le gravi conseguenze che comportano, a maggior ragione senza uno studio scientifico approfondito. Occorre pianificare interventi a monte creando aree di laminazione naturale e piccoli bacini che decelerino il flusso delle acque, diminuendo così il rischio idraulico. Il fiume è un ambiente vivo che necessita di attenzione, cura e prevenzione».

«Siamo arrivati – scrive Michele Scola, presidente della sezione di Grosseto di Italia Nostra – all’ultimo capitolo della “politica idraulica” del nostro territorio. In una durissima lettera, decine di accademici dell’Università di Siena, esperti di biologia, idrologia, paesaggio hanno sottoscritto una pesantissima critica al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al presidente del Consorzio di Bonifica di Siena e Grosseto Fabio Bellacchi: obiettivo, porre fine ai tagli lungo i corsi d’acqua che distruggono habitat rari e delicati protetti dalla normativa comunitaria, che innescano il rischio idraulico e il dissesto idrogeologico e che, soprattutto, sono in aperta violazione delle normative regionali».

Ed ecco la stoccata al Consorzio di Bonifica: «I rappresentanti del Consorzio di Bonifica – scrive Scola – continuano a evidenziare, anche in pubblico, una grave carenza conoscitiva, rispecchiata nel lessico e nella povertà delle argomentazioni. Italia Nostra rappresenta storicamente parte della classe intellettuale del Paese, e non accetta più interlocutori inadeguati nel dibattito sulla politica idrologica».

«Temiamo – dice il rappresentante di Italia Nostra – che il mondo accademico abbia come noi un tempo, commesso l’errore di rivolgersi ad un interlocutore culturalmente sordo. Siamo tuttavia lieti che abbia finalmente preso una netta posizione».

Argomento verifiche. «Siamo indignati dalla totale assenza di controlli – aggiunge Scola – e dall’imperterrita protervia con cui la distruzione dei fiumi viene portata avanti. Auspichiamo una comune strategia tra il mondo accademico, le associazioni, gli intellettuali per chiarire alla Magistratura quali sono i profili di responsabilità a carico di quegli amministratori che continuano ad autorizzare opere contrarie alla norma e con le loro affermazioni continuano a permettere la violazione della legge. Il controllo della magistratura e delle forze dell’ordine ha più volte sopperito all’incapacità della politica e della pubblica amministrazione e ci auguriamo che continui a farlo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze