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Grosseto

Lavoratori contro onlus Il presidente: «Non è vero»

Lavoratori contro onlus Il presidente: «Non è vero»

Colline Metallifere, Alessandro Ghionzoli di Sviluppo e Partecipazione replica alle accuse di un collaboratore: «Con chi è disponibile ci stiamo già accordando»

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MASSA MARITTIMA. I lavoratori maremmani della onlus Sviluppo e Partecipazione – tra le affidatarie dei servizio di accoglienza dei cittadini stranieri – hanno nei giorni scorsi lamentato frizioni con il management: Il Tirreno le ha raccolte in un servizio pubblicato nell’edizione del 20 dicembre 2015. Alessandro Ghionzoli in qualità di presidente e legale rappresentante dell’Associazione di volontariato Partecipazione e Sviluppo ritiene necessario fare chiarezza sulla vicenda.

Parte col precisare alcuni dati: i richiedenti asilo di cui l’Associazione si occupa «non sono 250 – dice – ma sono 135». Poi chiarisce lo stato di salute dell’Associazione: «In questi anni l’Associazione ha operato virtuosamente in provincia di Lucca e Sassari – nota – Gode di ottima salute e considerazione anche presso le istituzioni con cui collaboriamo. Solo nei centri di accoglienza in provincia di Grosseto si sono riscontrate problematiche di natura gestionale, evidenziate anche dalla Prefettura di Grosseto, dall’Usl 9 e dall’Ispettorato del lavoro».

Veniamo al rapporto con i lavoratori. Ghionzoli replica ad alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da un collaboratore, Luciano Fedeli, che ha parlato di «mesi di confronti serrati e spesso duri». «In realtà – specifica Ghionzoli – vi è stato un solo incontro il 28 novembre alla presenza dei rappresentanti dei collaboratori e del segretario provinciale Cgil Andrea Ferretti. Nonostante la nostra apertura al dialogo e la disponibilità del sindacato, il giorno successivo Fedeli» ha rilasciato dichiarazioni tali da chiudere «ogni possibile prospettiva di accordo». Secondo Ghionzoli «ci sono segnali evidenti» del fatto «che Fedeli abbia «una visione del tutto sbagliata – dice – del nostro ruolo sul territorio». Vediamo quali sono, secondo il presidente: «il fatto che si qualifichi come “rappresentante della Onlus in Maremma” mentre è un collaboratore a progetto; che utilizzi termini quali “aver rinunciato a un investimento importante previsto a Montieri… (ma) l’associazione ha deciso di investire in Sardegna” ed ancora di “fatturato di 14.000 euro al mese”».

«L’Associazione – continua – non fa investimenti né persegue fini di lucro, bensì opera per fini di solidarietà. Non ha fatturato, in quanto riceve solo rimborsi spesa dalle Prefetture; non è stata creata al solo fine di dare posti di lavoro, bensì per svolgere opera in favore dei richiedenti asilo».

Arriviamo al lavoro svolto in Maremma: «Il lavoro sinora svolto dai collaboratori nei centri della provincia di Grosseto è stato ritenuto insufficiente – dice Ghionzoli – sia dalla Prefettura che dal consiglio direttivo dell’Associazione ed è pertanto inevitabile, su richiesta della Prefettura stessa, che l’Associazione intervenga con cambiamenti. Da qui la decisione di fare dei colloqui con i lavoratori per capire il reale svolgimento dell’attività di assistenza e per valutare il proseguimento dei rapporti stessi; nessuno dei collaboratori si è però presentato né alla sessione di Grosseto, né a quella successiva a Bagni di Lucca». «Nessuno di noi – continua – ha mai voluto dipingere i collaboratori come colpevoli “di una gestione (…) inefficiente e insufficiente”, ma è un dato oggettivo che gli stessi enti amministrativi hanno ritenuto il loro lavoro inefficace e insufficiente, imponendoci di apportare correttivi».

«Non riteniamo affatto – aggiunge Ghionzoli che il futuro dei collaboratori sia già deciso. Proprio in questi giorni e con alcuni di loro (che si sono resi disponibili e che saranno assunti) stiamo ragionando di come migliorare la qualità del servizio per proseguire la collaborazione in provincia di Grosseto, seppure con una impostazione che andrà profondamente rivista».

Ultimo dato, il rapporto coi sindaci. «Spiace leggere: “se con i sindaci di Massa Marittima e di Roccastrada i contatti sono frequenti, i sindaci di Gavorrano e di Montieri non vengono mai coinvolti…”. Non c’è mai stata necessità di coinvolgere nessuno dei vari sindaci dei territori ove insistono i centri, ma quelli di Roccastrada e Massa Marittima sono stati convocati dal Prefetto per un incontro con i responsabili dell’associazione perché sul loro territorio insistevano le strutture che hanno dato più problemi a causa della cattiva gestione».

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