Sicurezza
Le storiche cestiste in campo per il loro coach Pinzuti
Arcidosso, la gloriosa squadra femminile festeggia i 40 anni della società con una partita a sorpresa per l’ex allenatore. Che si commuove
ARCIDOSSO. Mirto Pinzuti, lo storico coach del basket di Arcidosso, è stato omaggiato domenica pomeriggio al palazzetto di Arcidosso dalla squadra femminile che ha vinto di più nella sua carriera. Una sorpresa natalizia, che rientra nelle iniziative dei 40 anni del basket arcidossino, fra commozione ed emozione dei tanti amici e sportivi, ma soprattutto della “sua” squadra femminile, quella che Pinzuti accompagnò fino ai primi anni Novanta nel campionato di promozione.
La sua squadra del cuore era lì, a ringraziarlo e salutarlo. E per divertirsi fino in fondo, le vecchie glorie femminili baskettare hanno indossato pantaloncini e maglietta e hanno giocato un’ultima partita per il proprio coach.
Quelle che erano ragazzine negli anni Ottanta, adesso sono ultraquarentenni e magari non si erano messe più le scarpe da ginnastica da tempo. Invece le hanno calzate per lui. Sul campo Michela Sarti, Lucia Mancini, Carla Poggiolini, Alessandra Marini, Lidia Olimpieri, Federica Modesti, laura Lozzi, Anna Rita Bramerini, Monia Cheli, che hanno improvvisato una partita con le ragazze dell’attuale squadra.
Tutte hanno ringraziato Pinzuti, ignaro della sorpresa e visibilmente emozionato. «Una persona speciale, il nostro coach – ricorda Alessandra Marini – che ci ha fatto crescere e non solo sportivamente. Gli abbiamo voluto fare la sorpresa di Natale e fargli ritrovare in campo la vecchia guardia, compreso l’allora direttore sportivo Battista. Avremmo voluto ci fossero pure Giulio Monaci e Franco Malinverno, le persone che ci accompagnavano in trasferta e che ci educavano con passione. Ma Pinzuti è stato davvero il primo maestro. Spero che gli attuali giocatori di basket trovino allenatori come lui».
Le ragazze gli hanno scritto un pensiero con foto di oltre trent’anni fa. «Al nostro coach che con la sua presenza discreta ci ha seguito nelle competizioni sportive nei palazzetti di mezza Toscana senza farci mai mancare il suo sostegno morale anche nelle piccole grandi sfide che ci hanno fatto diventare le donne che oggi siamo. E soprattutto insegnandoci il valore di essere squadra, che ancora oggi nonostante i diversi percorsi delle nostre vite ci portiamo dentro».
Mirto Pinzuti è, in Amiata, un’istituzione. Insegnante di educazione fisica in varie scuole amiatine, amato da tutti i ragazzi, fin dal 1975, anno della fondazione della società di basket di Arcidosso, si è dedicato ai ragazzi di questa disciplina, facendo l’allenatore e si è occupato, negli ultimi anni, dei bambini del minibasket.
«Non ne sapevo nulla che la grande squadra femminile dell’Arcidosso mi avrebbe fatto questa sorpresa-racconta Pinzuti- e ho pianto come una vite tagliata. Le ragazze erano quelle che hanno vinto più di tutte le squadra societarie nel loro percorso, compreso un campionato regionale allievi dove l’Arcidosso vinse 36 a 32. Erano anche ragazze fisicamente dotate per questa disciplina – rammenta Pinzuti – tutte molto alte. E si sa che nel basket oltre alle doti di carattere, atletiche e tecniche, l’altezza aiuta; il canestro è parecchio in alto».
Pinzuti, che per 33 anni, a partire dal 1975, ha allenato i ragazzi più grandi ora continuerà a dedicarsi al minibasket che ha scoperto da qualche anno. «Con i più piccoli – dice – ho scoperto un mondo affascinante e creativo e continuerò con loro».
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