Il Tirreno

Grosseto

Integrazione fallita Smantellata l’area per le famiglie rom

di Paola Villani
Integrazione fallita Smantellata l’area per le famiglie rom

Si chiude l’esperienza voluta dal Comune alla Mezzaluna Decisiva l’inchiesta sulla prostituzione di minorenni

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FOLLONICA. Chiuso definitivamente il progetto di integrazione per le due famiglie rom di Follonica: smantellate le roulotte nell’area della Mezzaluna.

Si conclude così dopo due anni mezzo uno dei capitoli più complicati della recente storia delle politiche sociali nella città del Golfo: l’arresto delle due madri per sfruttamento della prostituzione minorile a giugno scorso ha chiaramente messo il punto definitivo al piano comunale.

Tutta la vicenda, compreso il clamore mediatico che ha suscitato, è partita da una delibera di giunta del 30 aprile 2013 (quando ancora era sindaco Eleonora Baldi mentre l’attuale primo cittadino, Andrea Benini, era il suo vice), con la quale appunto si individuava il terreno comunale della Mezzaluna per la residenza temporanea di due nuclei familiari di etnia rom. L’iniziativa voleva essere un test di prova per capire se col tempo e col sostegno degli assistenti sociali fosse possibile inserire le famiglie nella comunità del Golfo.

«La deliberazione, oltre a individuare e allestire uno spazio per il posizionamento di due roulotte con attigui docce e wc, ha approvato il progetto educativo il cui scopo è stato prioritariamente quello di garantire ai minori la possibilità di avere rispettati i diritti di cittadinanza sociale, le pari opportunità di crescita, di cura e di sviluppo – si legge nella relazione finale dei servizi sociali - Contemporaneamente la scelta dell’amministrazione era rivolta ad arrivare al superamento della condizione di esclusione e di discriminazione in cui si trovano molti appartenenti a etnie e culture diverse, attraverso la sensibilizzazione e l’informazione, per allargare la consapevolezza del percorso che è necessario seguire per superare la condizione di emarginazione in cui molti immigrati si trovano a vivere».

Come fare? Inserendo i bambini nelle scuole locali, facendo frequentare alle donne delle famiglie lezioni di Italiano, monitorando il progetto attraverso incontri di discussione e di eventuale correzione delle azioni pianificate. Gli uomini dovevano impegnarsi a lavorare con regolarità, le donne non dovevano esercitare attività illecite in particolar modo con il coinvolgimento dei figli minori. Le famiglie poi si erano impegnate a non ospitare estranei e a mantenere lo spazio a loro assegnato pulito e ordinato.

Il progetto doveva durare due anni con la possibilità di rinnovo in base agli obiettivi raggiunti: i bambini sono andati a scuola regolarmente, l’ambiente pulito e la possibilità di avere a disposizione l’acqua calda per lavarsi ha fatto sì che i piccoli fossero accolti meglio nel gruppo dei loro compagni di classe. «Le donne, dopo un iniziale reticenza, hanno iniziato a frequentare i corsi di lingua italiana ottenendo buoni risultati. L’accattonaggio è diminuito notevolmente, non è stato accompagnato da forme di molestia ed è scomparso in modo assoluto l’utilizzo dei minori per tale pratica – si legge ancora nella relazione - A fronte quindi di buoni risultati raggiunti dal punto di vista della parziale integrazione, è venuta purtroppo alla luce una realtà diversa per quanto riguarda lo svolgimento di attività illecite, collegate nello specifico allo sfruttamento della prostituzione con il coinvolgimento di ragazze minori. Pur ribadendo l’impegno profuso da questa amministrazione con la finalità di integrazione e di tutela dei diritti dei minori, si ritiene che non si possa procedere al mantenimento dell’ultimo spazio destinato all’altra famiglia e di dover procedere allo smantellamento totale dell’area a loro destinata, con la rimozione delle roulotte e di tutto il materiale presente».

Il piano quindi non ha portato i risultati sperati, l'incarcerazione per le due donne per avere spronato le figlie minori alla prostituzione ha rimesso tutto in discussione e anche gli obiettivi raggiunti sono svaniti nel nulla.

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