Il Tirreno

Grosseto

Un ostello nell’ex carcere di Pitigliano

di Francesca Ferri
Un ostello nell’ex carcere di Pitigliano

Il Comune ha appena acquisito la struttura dal Demanio. Il sindaco: «Decideremo con le associazioni come usarlo»

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PITIGLIANO. Le celle resteranno al loro posto «come testimonianza». Ma dentro non ospiteranno più detenuti – da anni non ce ne sono – bensì ragazzi e ragazze, zaino in spalla, in visita alla città del tufo. L’ex carcere mandamentale di Pitigliano diventerà una sorta di ostello della gioventù, un punto di accoglienza per i giovani, oltre a ospitare associazioni locali e ad essere il punto di riferimento per la protezione civile, convertibile – se malauguratamente ce ne fosse bisogno – in spazio per ospitare sfollati in caso di calamità naturali.

Nei giorni scorsi grazie al federalismo demaniale l’Agenzia del Demanio ha trasferito gratuitamente al Comune di Pitigliano la vecchia casa mandamentale, un parallelepipedo costruito nel 1980 sulla strada per Viterbo, a due chilometri dal paese. Costato 6 miliardi di lire, non è mai stato un esempio di eccellenza di gestione carceraria. A fronte di una capienza di 15 detenuti, ci voleva il doppio delle guardie, con una spesa insostenibile.

Nel 2008 il ministero della Giustizia lo ha soppresso e la Direzione regionale del Demanio, nel 2009, lo ha acquisito nel patrimonio dello Stato.

Con il “decreto del fare”, due anni fa, si è aperta la possibilità di trasferirlo a costo zero al Comune di Pitigliano, che ci ha messo gli occhi sopra con due propositi. Primo, dargli una sistematina (l’impatto della struttura nel paesaggio non è da poco). Secondo, recuperarlo e renderlo fruibile. «Abbiamo fatto la richiesta un anno e mezzo fa – spiega il sindaco Pier Luigi Camilli – e sono cominciate le pratiche». Carte, timbri, nulla osta e l’immancabile “sorpresina” burocratica. «Abbiamo scoperto – dice Camilli – che non era accatastato, e dunque abbiamo dovuto fare anche quello».

Ne è seguito un sopralluogo. «Visitare un carcere fa sempre effetto – spiega ancora il sindaco – anche se questo era piccolino. Abbiamo comunque deciso di acquisirlo. Adesso convocheremo una riunione con tutte le associazioni del territorio per valutare insieme come usare questi spazi, in una sorta di concorso di idee».

Una prima ipotesi c’è già ed è quella del Demanio, che destina l’ex carcere ad essere la nuova sede della Protezione civile e della Croce rossa. Ma non finisce qui. «Sul nostro territorio non abbiamo una struttura stabile di Protezione civile – spiega il sindaco Camilli – L’ex carcere potrebbe certamente essere usato in caso di emergenza e calamità naturali ma ciò non toglie che nel frattempo possa accogliere altre attività». Il sindaco pensa a un “progetto pilota”. «Innanzitutto non lo toccheremo – spiega – magari lo ridipingiamo fuori e faremo le manutenzioni necessarie, che non sono grossissime. L’interno invece rimarrà così com’è, a testimonianza di quello che è stato. Ci saranno sale per fare aggregazione e altre per l’accoglienza. Dista solo due chilometri dal paese e potrebbe diventare un ostello per la gioventù». Non solo.

Poco distante c’è la piscina comunale, al momento chiusa, per la cui sistemazione il Comune ha già stanziato mezzo milione di euro. «Potremmo anche pensare a un progetto integrato tra piscina ed ex carcere». Tanto più che gli uffici municipali hanno già pronto un terzo progetto, relativo a una pista ciclabile di collegamento tra questa zona e il paese. «Sarebbe perfetta – dice il sindaco – ma purtroppo per questo progetto non ci sono finanziamenti. Vedremo».

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