Sicurezza
Il 2015 a Grosseto Cantieri, aiuti sociali e lotta all’evasione
Il sindaco traccia il bilancio di quest’anno e del suo mandato Aiuti a 2.500 famiglie, emergenza abitativa crollata
GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi ieri ha incontrato i giornalisti per tracciare un resoconto delle attività svolte nel 2015. Provvedimenti e scelte a chiusura dell’anno, che coincidono anche con la fine del mandato. Bonifazi ha descritto le scelte, gli atti e gli investimenti che fanno calare il sipario su cinque anni di programmazione.
«È stato un anno strategico – ha spiegato il sindaco – e sono soddisfatto dell’operato di tutti. Nelle prossime settimane presenterò anche la relazione di fine mandato, che riuscirà ancor meglio a dare l’idea del percorso attraverso il quale sono stati raggiunti alcuni risultati. A primavera lascerò un Comune in condizioni finanziarie migliori rispetto a come l’ho preso, con un indebitamento ridotto da 120 milioni a 70 milioni, pronto per affrontare le sfide sempre più complesse che lo attendono negli anni a venire».
«Visto che non è ricco, che almeno sia sano». Emilio Bonifazi si riferisce così al bilancio inteso come strumento contabile. «Abbiamo attuato concrete politiche di risparmio: razionalizzazione delle società partecipate, contenimento e ammodernamento del parco auto, riscossione diretta dei tributi, valorizzazione dei beni immobili di proprietà, riorganizzazione degli uffici e conseguente riduzione degli affitti, infine le economie compiute attraverso Sistema».
Siamo nel settore del vicesindaco Borghi, che Bonifazi non nomina mai, al pari degli altri assessori. «La giunta mi ha soddisfatto. Il giudizio è positivo. Ho trovato lealtà e senso di responsabilità. Mai un assessore ha votato contro a un atto. Diverso il discorso per i consiglieri…».
Sempre spulciando i numeri del bilancio il sindaco ha ammesso che l’imposizione tributaria è alta, «ma nel 2015 non l’abbiamo incrementata, confermando invece la previsione di recupero di due milioni di euro di evasione fiscale».
Resta al 30 per cento la percentuale di compartecipazione dei cittadini alle spese per i servizi a domanda individuale (neanche due milioni sui 6,5 milioni di spesa complessiva).
«Lo Stato sociale è sulle nostre spalle». Tra sostegni comunali e regionali il Comune di Grosseto viene incontro, in ambiti diversi, a quasi 2.500 famiglie. Solo le mense scolastiche costano alla collettività più di tre milioni di euro (1,7 dai cittadini) per 4.300 utenti spalmati su 34 scuole.
Nel Sociale strettamente inteso le politiche abitative rappresentano la voce più significativa. «Oggi abbiamo solo 32 persone in lista per l’emergenza abitativa, gestione affidata al Coeso. A gennaio 2013 la lista era di 130».
Un punto di orgoglio è stata poi l’approvazione del nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari in base alle modifiche alla legge regionale. Un atto che riguarda 1.500 famiglie, che pagano in media 90 euro di affitto mensile. Infine è proseguito nel 2015 il lavoro per il piano di abbattimento degli alloggi di via della Sforzesca, che verranno sostituiti da case più moderne e con più posti disponibili grazie ai fondi regionali. L’inizio dei lavori è previsto a febbraio 2016.
«Io ho mangiato la polvere, altri taglieranno i nastri». Novità importanti anche nel settore dei lavori pubblici, dove sono arrivati interventi che erano attesi da anni, dal tetto di Palazzo Mensini (350.000 euro), dove tornerà la biblioteca Chelliana (a seguito di una ristrutturazione complessiva di altri 720.000 euro nel corso del 2016), passando per il percorso ciclopedonale quasi finito sulle Mura (300.000 euro, che nel 2016 vedrà anche telecamere e una rete efficiente di illuminazione pubblica). Infine il 9 gennaio inizieranno i lavori di rifacimento del tetto dell’Ex Garibaldi e nella stessa zona vanno avanti i lotti per il rifacimento di piazza della Stazione.
«Ecco – conclude Emilio Bonifazi – di queste opere, compreso il ponte ciclabile sull’Ombrone, io e la mia giunta non faremo inaugurazioni».
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