Il Tirreno

Grosseto

LA TRAGEDIA

Uccise il padre, si è tolto la vita

Fiora Bonelli
Simone Rossi
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Simone Rossi

Castel del Piano, Simone Rossi, 39 anni, era in una casa famiglia da pochi giorni. La notizia ha sconvolto gli amici della contrada le Storte. Di quanto era accaduto il 5 luglio 2007 non volle mai parlarne.

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CASTEL DEL PIANO. Addio Simone. La comunità di Castel del Piano ha appreso con dolore la notizia che Simone Rossi, un uomo di 39 anni si è tolto la vita nella struttura della casa famiglia dove si trovava ospitato da pochi giorni. Un gesto che ha lasciato stupefatti tanti, soprattutto quelli che domenica sera lo avevano visto e con cui aveva consumato la cena. Sembrava tranquillo, come sempre, ultimamente. Gli amici, soprattutto quelli della contrada le Storte, dove Simone era stato il terzo mangino prima del 2007, cercavano di essergli vicini: capitan Ceccarelli, la presidente Silvia Nieto lo spronavano ad aprirsi, a superare quel coltello affilato che continuava a torturargli il cuore.

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Ma del fatto accaduto il 5 luglio del 2007, Simone non aveva mai voluto parlare. Si era rinchiuso in se stesso, si era ammalato di depressione, era stato riempito di psicofarmaci e poi trasferito dalla prigione in una casa famiglia. Prima ad Aulla e poi a Bagnolo di Santa Fiora. Solo da poco, si trovava nella struttura delle Cellane di Castel del Piano. Tutti speravano che Simone dimenticasse la tragedia che si era abbattuta sui suoi 31 anni, quella maledetta notte del 5 dicembre, quando lui, un giovane sempre mite e buono aveva aggredito il padre Giancarlo riducendolo in fin di vita.


Giancarlo si era spento circa un mese dopo e il grande agriturismo della Dragona che padre e figlio gestivano insieme, era stato venduto. Simone era stato condannato e incarcerato, fino a quando la sua malattia aveva richiesto una accoglienza in una casa famiglia. «Prima era stato ricoverato ad Aulla - rammenta Silvia Nieto - e da lassù ogni qualvolta la contrada organizzava un evento, si faceva accompagnare dagli operatori per tornare con noi. E adesso che era qui a Castel del Piano, i contatti erano sempre più frequenti. Io lo conosco - ricorda la presidente - da quando eravamo piccoli e non c’è persona più buona di lui. Aveva tentato il suicidio subito dopo essere stato incarcerato. Ho sempre pensato anche che se avesse riacquistato tutta la lucidità, non sarebbe stato da escludere un gesto simile». «Lo pregavo di parlare - dice il capitano delle Storte Gabriello Ceccarelli - lui mi prometteva che lo avrebbe fatto, ma poi non l’ha fatto mai».
Simone, nonostante avesse questi amici e alcune signore che lo invitavano a cena e gli stavano vicino, si sentiva solo. La madre Adele da tempo colpita da una malattia non lo riconosceva nemmeno più e sebbene fosse benvoluto dalla comunità Simone non ce l’ha fatta.


Lo stesso sindaco Claudio Franci ricorda di averlo visto un paio di giorni fa e di avergli chiesto cosa stavano producendo nell’orto della casa famiglia: «Era sereno all’apparenza - dice - e davvero sono costernato».
Simone si è tolto la vita la notte fra domenica e lunedì e ed stato ritrovato impiccato, da un operatore della casa famiglia nel rimessaggio degli attrezzi.


La sua salma è stata trasferita all’ospedale di Castel del Piano e solo dopo l’esame autoptico, sarà stabilita la data dei funerali.

 

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