Il Tirreno

Grosseto

Il mistero del sito “archeologico” horror

di Gabriele Baldanzi
Il mistero del sito “archeologico” horror

Una foto su Facebook: «La siccità asciuga un laghetto e si scoprono i resti di un meraviglioso insediamento». Ma dov’è?

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ORBETELLO. «La siccità provoca l’abbassamento delle acque di un laghetto e così si scoprono in Maremma i resti di un meraviglioso insediamento di datazione incerta, per la gioia degli archeologi e dei turisti». E a corredo di questa affermazione una foto che lascia a bocca aperta: una sorta di acquitrino, o forse una golena, da cui dopo tanto tempo ri-emergono dei blocchi di cemento armato a forma di cerchio. Centinaia di basamenti per palizzate, tutti messi in fila, tutti alla stessa distanza. Un’autentica mostruosità.

Siamo su Facebook e Hubert Corsi, 77 anni, già sindaco dell’Argentario e parlamentare della Repubblica (nelle file della Dc) per tre mandati, tra il 1983 e il 1993, è l’autore dello scatto e del curioso post che lo accompagna, considerazioni che instillano curiosità e sprizzano ironia.

Inevitabile dunque cercare l’autore del post per chiedere qualche informazione in più sui luoghi immortalati in quella foto. Ma la risposta di Hubert Corsi è sorprendente, al pari della fotografia: «Non siete i primi a chiamarmi per saperne di più su questo mistero – sorride Corsi – ma vi do solo una piccola indicazione: siamo nel territorio comunale di Orbetello. Di più non voglio dire perché ancora per qualche giorno intendo mantenere la suspense e vedere quali risposte arrivano. Insomma è una sorta di gioco, che al momento non è il caso di svelare».

Intanto piovono i “mi piace”. Qualcuno, sempre sul diario di Corsi, azzarda delle ipotesi: i cilindri di cemento, vuoti al centro, vengono scambiati per pneumatici. Altri ci scherzano sopra, parlando di «popolazioni palafitticole molto evolute». Nessuno, però, si avventura in ipotesi geografiche, nessuno accenna al chi, al quando e alla ragione per la quale quei basamenti sono stati piantati a diversi metri di profondità, in un’area sommersa. Sicuramente molti anni fa.

Ieri, a metà pomeriggio, una segnalazione inerente la foto di Corsi è arrivata in redazione da Fonteblanda. Un lettore scrive che una situazione analoga è presente in località Fontermosa, laddove una diecina di anni fa doveva sorgere una struttura termale che necessitò di una palificazione, un cantiere poi abbandonato, in un’area privata, oggi in parte sommerso da acqua calda. Fu necessario mettere in opera dei pali di grosse dimensioni su cui poi avrebbero dovuto alloggiare dei volumi per evitare cedimenti. Un’opera rimasta incompiuta, le Terme dell’Osa.

Ma il lettore è fuori strada. Le strutture di cemento, a Fontermosa, sono diverse: più sottili, alcune molto più alte. Anche lo specchio d’acqua è diverso. A trentasei ore dalla pubblicazione la misteriosa foto di Hubert Corsi è ancora senza didascalia. E allora, a questo punto, tanto vale usare anche il giornale per diffonderla.

Voi lo riconoscete «questo meraviglioso insediamento di datazione incerta»?

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