Caritas alla Cittadella Approvato l’accordo
Il consiglio comunale approva l’intesa con la diocesi per il progetto da 1,4 milioni Goretti: «30.000 richieste di pasti». Ma Agresti polemizza: «Sbagliato il posto»
GROSSETO. Il consiglio comunale di Grosseto approva al fotofinish lo schema di accordo con la diocesi per ristrutturare la ex casa dello studente, alla Cittadella, per farne la nuova sede della Caritas. A tempi scaduti la Regione, che finanzia l’operazione con 1,4 milioni di euro, ha inviato al Comune le ultime osservazioni allo schema di accordo e proprio ieri mattina ha scritto un’email al Comune con l’ultimatum: o il consiglio comunale approvava lo schema o Grosseto avrebbe perso il finanziamento.
Un rischio che, come ha spiegato l’assessore al Sociale, Antonella Goretti, la città non si può permettere di correre. «È nell’occhio di tutti la situazione in cui versa la città. Quest’anno la richiesta di pasti alla Caritas è aumentata del 30 per cento, con 30.000 pasti» ha spiegato Goretti a un’aula inizialmente apparsa un po’ distratta sull’argomento.
Il consiglio aveva infatti appena approvato la delibera di adozione della variante al Piano strutturale (articolo a pagina I) e l’urbanistica, più che le questioni sociali, sono rimbalzate di bocca in bocca un bel po’ tra i consiglieri.
Almeno finché non hanno preso la parola i rappresentanti dell’opposizione che, pur riconoscendo la necessità di trovare una soluzione alternativa alla sede di via Alfieri, ormai insufficiente a sostenere le richieste di tutti coloro che chiedono aiuto, hanno criticato la scelta di aprire la sede della Caritas in una zona frequentata dagli studenti.
«È un gravissimo errore spostare la Caritas alla Cittadella dello studente», ha detto Luca Agresti (Forza Italia). «Nessuno mette in discussione l’opera della Caritas: il problema è quello che c’è fuori. Ci sono situazioni di reale pericolo. E lì è una zona isolata, buia e dove ci sono i nostri giovani. Il Comune doveva aiutare la Caritas a trovare un’altra sede». Sulla stessa linea anche il collega Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia- Ncd), che ha chiesto se «ci verranno ospitati i profughi», e Mario Lolini (Lista Lolini), che ha chiesto come si gestirà l’apertura dei cancelli della Cittadella. Alla fine solo Agresti, però, ha dato voto contrario.
Fronte compatto a difesa della scelta di trasferire la Caritas alla Cittadella dello Studente da parte della maggioranza di centrosinistra e da Cristina Citerni (Sel): «Il ruolo della Caritas non è accogliere i profughi. Magari se uno ci andasse, come ho fatto io, vedrebbe cosa fanno», ha detto, sottolineando l’importanza di integrare questi luoghi nel tessuto urbano. «Alla distribuzione del vestiario ci vengono le mamme grossetane e alla mensa ci sono tanti pensionati», ha aggiunto.
Anche il sindaco Emilio Bonifazi ha fatto quadrato intorno al provvedimento. «Ci facciamo carico delle preoccupazioni del consiglio – ha spiegato – ma in via Alfieri gli spazi sono diventati troppo angusti. Caritas e Curia sono disponibili a fare un progetto in progress: non sarà una megastruttura che crea tensioni».
«Per via Alfieri abbiamo ricevuto solo una lamentela di un padre per la gente che fa pipì fuori dal bagno pubblico – ha detto Goretti – Molte più segnalazioni ci arrivano da altre parti della città, come fuori Porta Corsica. Quanto ai cancelli, sicuramente l’accesso verrà rivisto e cambiato».
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