Il Tirreno

Grosseto

IL FURBETTO DELLO SHOPPING

A casa coi televisori nuovi senza averne pagato uno

Pierluigi Sposato
Il supermercato Coop di via Chirici a Follonica
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Il supermercato Coop di via Chirici a Follonica

Follonica, l’ingegnosa strategia di un uomo di 43 anni ai danni della Coop di via Chirici Lamentando difetti al punto di ascolto evitava la cassa: scoperto e condannato

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FOLLONICA. Il meccanismo ricostruito dall’accusa era il seguente: lui entrava da normale cliente, prendeva ciò che gli interessava (in questo caso, dei televisori) e invece di presentarsi alla cassa andava al punto di ascolto, dove lamentava difetti negli apparecchi chiedendo la sostituzione come se fossero stati regolarmente acquistati in precedenza e provati. Dopo di che si allontanava.

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Si sarebbe invece trattato di furto, e con una sorta di raggiro, quello che il cliente aveva messo in atto. Di questo parere è stata la Procura, di questo parere è stato anche il giudice Marco Mezzaluna che ieri ha condannato a 2 anni e 600 euro di multa un uomo originario di Napoli e residente nello stesso capoluogo partenopeo, Giovanni Cristiano, 43 anni. Una condanna avvenuta al termine di un procedimento con il rito abbreviato, cioè con giudizio allo stato degli atti e con sconto di un terzo sulla pena. E contestualmente per Cristiano è arrivata un’altra condanna, sempre per furto (ma commesso altrove), questa volta di fotocamere.

Andiamo per ordine. Fra il 13 e il 15 luglio del 2012, Cristiano si era presentato al punto di ascolto del supermercato Coop di via Chirici a Follonica per lamentare i difetti di sei televisori 22 pollici marca Lg, esposti nel supermercato al prezzo di 239 euro ciascuno e da lui, secondo quanto dichiarato, regolarmente acquistati proprio in quel punto vendita. Ogni volta aveva spiegato che l’apparecchio non funzionava. Il personale, dopo averlo ascoltato, aveva fatto presente che il cambio era possibile ma soltanto con la presentazione dello scontrino: «Non ce l’ho, torno con quello». E tutte le volte aveva lasciato la Coop senza passare dalle casse. In un caso, il personale di servizio aveva assistito a quella che viene ritenuta una finta telefonata alla moglie, a casa, proprio alla ricerca dello scontrino. In un altro caso, il personale si era insospettito non solo perché aveva visto l’uomo già in precedenza ma anche e soprattutto perché la confezione era integra (e comunque in nessun caso è contestata la rottura dell’antitaccheggio). In un altro caso ancora, il tecnico del supermercato aveva preso l’apparecchio tv ed era tornato dopo aver compiuto la verifica. I sospetti comunque avevano iniziato subito a serpeggiare, tant’è che i dipendenti del supermercato si erano messi a visionare i filmati della videosorveglianza e avevano visto che proprio quell’uomo aveva prelevato poco prima il televisore.

Quanto avvenuto alla Coop di Follonica non sarebbe stato però l’unico guaio combinato in quei giorni da Cristiano. Perché ieri è stato processato e condannato dallo stesso giudice anche per un reato di furto - questa volta senza alcun tipo di raggiro - commesso in quegli stessi giorni in un altro punto vendita Coop, quello di Bagno di Gavorrano. Qui l’imputato avrebbe portato via dall’espositore due fotocamere marca Olympus. Qui il giorno è uno solo, il 15 luglio 2012. Per questo secondo furto, Cristiano è stato condannato - sempre con il rito abbreviato - a un anno. Ha pesato in qualche modo sull’entità della pena anche un lontano precedente, datato 2004, sempre per furto. I due procedimenti hanno marciato separati fino a ieri ma è verosimile che siano destinati a essere riunificati nell’appello che il difensore si appresta a promuovere una volta depositate le motivazioni.

 

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