Il Tirreno

Grosseto

Ora rubano pure il Natale ai bambini

Giovanna Mezzana
Nicoletta Di Pietro e il cartello appeso alla porta di casa
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Nicoletta Di Pietro e il cartello appeso alla porta di casa

Grosseto, “scippata” da un portoncino del centro una ghirlanda di Santa Claus e palline. La mamma: «Mio figlio ci è rimasto male»

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GROSSETO. Su un portoncino di via Fanti, nel cuore della città, è durata poco una bella coccarda natalizia con Babbo Natale e palline: una mano ignota l’ha rubata. Nottetempo. E il bambino che vive lì ci è rimasto assai male. Era la sua ghirlanda, che aveva appesa alla porta di casa assieme alla mamma. Una volta si rubavano i gioielli d’oro. Poi c’è stata la fase delle autoradio e dell’elettronica. Con la crisi, il miglior bottino è diventato il soldo. Adesso si rubano anche le coccarde. A Natale e ai bambini. Ma che mondo è? Passi essere un po’ alla “vecchio Scrooge”, il personaggio uscito dalla penna di Dickens e che il Natale lo odiava (almeno a livello della “scorza” che offriva al mondo): il quotidiano è sfibrante e il cuore tende a raffreddarsi. Scippare a un piccino ciò che gli fa brillare gli occhi e vivere di sogno e atmosfera è invece crudele. «Nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case» ha scritto Montale. Quanto è successo in via Fanti ti porta alla mente questi versi. Con la differenza che è ineluttabile che il palloncino prima o poi scappi via, mentre si potrebbe evitare di mettere le mani su una cosa che non è nostra, e della quale per altro possiamo godere. Perché, intendiamoci, gli addobbi su porte e portoni sono per chi passa, non per chi li ha messi.

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È domenica 20 dicembre: chi cammina in via Fanti, sul “retro” di Palazzo Aldobrandeschi e non distante da piazza della Palma, scorge un cartone bianco appeso a un portoncino a mo’ di messaggio. C’è scritto: «A nome del bambino che vive in questa casa... grazie per aver rubato la nostra coccarda. Auguri a te e famiglia». Così ha scritto Nicoletta Di Pietro, la mamma di un bambino di quattro anni e mezzo, il bambino deluso: dal mondo.

Le bussiamo, ci apre e ci racconta che la coccarda di suo figlio è sparita nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 dicembre. Era un bell’addobbo, sì. Ed era stato appeso da qualche giorno. «Con mio figlio abbiamo fatto l’albero di Natale (ce lo mostra nell’ingresso), preparato i regali e appeso la coccarda. Sabato mattina, intorno alle 10, apro la porta ed era sparita. E comunque, me lo aspettavo» dice questa giovane mamma che è anche una professionista – un architetto di interni – arriva da Roma ma ha origini grossetane e da luglio 2015 si è stabilita a Grosseto con suo figlio «perché è la città ideale – dice – dove vivere con lui». Se lo aspettava Nicoletta: «Tant’è – aggiunge – che non l’avevo neppure “ancorata”. É stata una sorta di banco di prova per la comunità: volevo vedere quanto ancora lo spirito di certe cose fosse vivo».

Chi sarà stato? «Nelle sere del week end qui passano decine di ragazzi – dice – Anche quando si fermano davanti al mio portone e schiamazzano, non dico nulla. Io ho scelto di vivere in centro, e spero che un giorno anche mio figlio esca il sabato sera, abbia amici, si diverta. Il problema è che assisti a risse, a bottiglie che volano e non vedi mai un agente della polizia municipale, un carabinieri, un poliziotto. Eppure siamo in pieno centro. Un altro esempio: non ci sono cassonetti e ogni giorno trovi grossi sacchi di immondizia intorno ai cestini. Vorrei che si recuperasse un po’ di senso civico. Credo ce ne sia bisogno». Passa una sua vicina. Le regala una coroncina di stelline d’argento. Per solidarietà? (termine usato e abusato, figuriamoci a Natale, poi). «No – risponde – la solidarietà è a parole. È per condivisione».

L'ANTI NATALE IN TOSCANA

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