Il Tirreno

Grosseto

Lavori nei fiumi: «Scelte pericolose»

Lavori nei fiumi: «Scelte pericolose»

Il Wwf attacca il Consorzio di Bonifica e il presidente Bellacchi: «Tagliare e rimuovere la vegetazione è sbagliato»

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GROSSETO. Maremma terra di alluvioni. Mentre ancora ci si leccano le ferite dei tanti disastri degli ultimi tre anni, s’infiamma il dibattito su come intervenire per rendere più sicuri i fiumi e il territorio. Si confrontano, con toni sempre più serrati, due scuole di pensiero.

Da una parte quella del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e del suo presidente Fabio Bellacchi, strenuo sostenitore del taglio della vegetazione dentro e vicino ai fiumi: «Da sempre ho ribadito la mia opinione sull’opportunità del taglio della vegetazione senescente e rigida presente negli alvei di fiumi e fossi... L’impegno del Consorzio di Bonifica è rivolto ad assicurare il corretto deflusso delle acque dei corsi d’acqua di nostra competenza, attraverso il mantenimento della sezione dell’alveo a quello degli argini», ha detto di recente Bellacchi replicando a chi critica gli interventi in atto del Consorzio.

Dall’altra c’è chi la pensa in modo diametralmente opposto e che ora a sua volta ribatte con asprezza. «In tutta Europa – si legge in una nota inviata a nome del Wwf di Grosseto da Massimiliano Marcelli, consigliere del Consorzio Toscana Sud eletto in quota M5S – si tende a valorizzare le fasce alberate riparie in quanto sono in grado di svolgere numerose e importantissime funzioni come assicurare una filtrazione dell’acqua che giunge nel fiume rimuovendo eventuali inquinanti, migliorare fortemente la tenuta delle sponde sorrette dagli apparati radicali, rallentare il flusso d’acqua in caso di piena, eccetera. In Maremma a quanto pare queste informazioni non sono giunte poiché veniamo a sapere dai mezzi di stampa che è invece intenzione del presidente del Consorzio di Bonifica Toscana Sud di abbattere ogni singolo albero lungo l’Ombrone. In più viene proposta un’estensiva estrazione di ghiaie, sabbie e altri sedimenti dal fiume».

Secondo il Wwf questo «rientra in una cornice di artificializzazione dei corsi d’acqua maremmani che è già stata quasi completata nel reticolo minore e che adesso si vuol estendere anche al fiume principale delle province di Siena e Grosseto». Una scelta sulla quale «Wwf Italia esprime assoluta contrarietà». Non solo per la tutela della biodiversità e del paesaggio («che è la missione del Wwf»), ma anche e soprattutto per la sicurezza.

«In primis – sottolinea la nota – gli apparati radicali degli alberi sono garanzia di stabilità delle rive, che altrimenti andrebbero con ogni probabilità incontro a disastrosi crolli e fenomeni erosivi. In secondo luogo la presenza di alberi d’alto fusto lungo le rive ha un effetto di rallentamento del flusso d’acqua che impedisce all’ondata di piena di giungere nel corso inferiore (quello che ospita gli insediamenti) improvvisamente e repentinamente con il grave rischio di esondazione specie nel caso in cui il mare non riceva l'acqua a causa del moto ondoso o dei venti contrari».

Ancora più secco il no all’estrazione di estrazione di inerti dal letto fluviale: «In primo luogo perché questo porterebbe a un’accentuazione dell’erosione costiera nelle zone di Principina, Marina e Alberese dato che le spiagge, non più rifornite di sedimento dal fiume, entrerebbero rapidamente in regressione. Vista l’importanza del turismo in queste aree si sarebbe costretti a ripascimenti dal costo elevatissimo. Inoltre c’è il rischio, forse ancor più grave, di ingresso di acqua marina per molti km nel fiume e nelle falde durante gli episodi siccitosi, cosa che metterebbe a rischio l’agricoltura e perfino l’approvvigionamento di acqua potabile».

Dunque l’appello «a un maggiore coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini nel processo decisionale quando vengono prese decisioni come queste, potenzialmente in grado di mettere in serio pericolo l'ambiente, le attività economiche e la vita stessa delle persone».

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