Il Tirreno

Grosseto

MAZZATA DICEMBRINA

Tasse, gli artigiani pagano 125.000 euro al giorno

di Giovanna Mezzana
Le imprese artigiane maremmane sono tartassate (foto d'archivio)
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Le imprese artigiane maremmane sono tartassate (foto d'archivio)

È l’esborso del sistema delle piccole e medie imprese maremmane negli ultimi due mesi Il calcolo è di Cna. Alessandri: «Chi supera dicembre incolume fa un miracolo»

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GROSSETO. Parlare di salasso è un eufemismo: negli ultimi due mesi – novembre e dicembre – dal sistema maremmano delle imprese artigiane sono usciti sette milioni e mezzo di euro per Irpef e tributi locali (non tutti, per di più). O se vogliamo, facendo altri calcoli, 125.000 euro al giorno, tutti i giorni, domeniche e festività comprese, per sessanta giornate. Lo dice Cna, dopo aver fatto i conti in tasca ad artigiani e piccoli imprenditori. Si tratta insomma di una chiusura d’anno di lacrime e sangue o di un bimestre d’oro dal punto di vista degli esattori, il Fisco e i 28 Comuni della Provincia. «L’entità della cifra è tale da superare ogni immaginazione» dice a caldo Renzo Alessandri, direttore Cna Grosseto. E la quota che riguarda le tasse locali –Imu e Tasi – è persino in crescita rispetto al 2014.

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Cifra boom. La parrucchiera e il panettiere, il titolare della ditta di impiantistica e l’imprenditore edile, dalle società di persone, insomma, alle società di capitale: tutti hanno contribuito, attingendo denari dalla propria cassa, al raggiungimento della somma da capogiro: sette milioni e mezzo di euro di tasse. Tanto è il sacrificio delle circa 5.500 imprese artigiane della Maremma.

Tributi locali. Cna ha calcolato che per Imu e Tasi, ad esempio, le imprese artigiane hanno pagato circa 815.000 euro: 73.000 euro in più di quanto versato nel 2014. E parliamo solo del saldo: una cifra pressoché analoga è stata pagata in acconto a giugno.

Imposte sul reddito. Tra Irpef, Ires e Irap il Fisco ha rastrellato grazie agli artigiani della Maremma sei milioni e 780.000 euro. E rispetto al 2014? C’è un leggero incremento del gettito Irpef (tre milioni e 220.000 mila euro a fronte dei tre milioni e 168.000 euro del 2014) che rivela «tenuta e capacità di reazione inaspettate delle imprese individuali e delle società di persone – valuta Alessandri – cioè di quelle micro imprese spesso bistrattate» .

L’auspicio. Ma non si era detto che la tassazione locale avrebbe dovuto sostituire quella “nazionale”? Si era detto ma non si è verificato: gli artigiani annaspano nel bel mezzo del bimestre d’oro. «Lasciarsi alle spalle dicembre e non chiudere i battenti è un miracolo – dice Alessandri – È assolutamente necessario mettere un freno a questa situazione – è l’augurio di fine anno del direttore di Cna – Occorre superare questo concentrato di scadenze che, sommate ad altre che maturano a dicembre (le tredicesime e il saldo della Tari che non abbiamo incluso) provoca tensioni finanziarie e danni economici (rilevanti) nelle nostre imprese».

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