Il Tirreno

Grosseto

Vandali segano l’abete delle feste

di Fiora Bonelli
L'albero segato. Nel riquadro appena addobbato
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L'albero segato. Nel riquadro appena addobbato

Nuovo gesto vandalico sull'Amiata: l'albero era stato da poco addobbato. Ma la Pro loco corre ai ripari e lo risistema

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SEGGIANO. Adesso se la prendono pure con l’albero di Natale. Ancora un gesto vandalico sull’Amiata. E questa volta è toccato a Pescina, frazione di Seggiano, anzi al suo albero di Natale preparato dalla locale associazione Pro Loco.

Non bastava, dunque, decapitare la Madonna di Monticello Amiata (Cinigiano) e sfigurare un simbolo con sfrontatezza. La medesima che ha spinto qualcuno a segare l’albero di Natale in piazza San Lorenzo, davanti alla chiesa di Pescina, in pieno centro cittadino. E chi lo ha segato ci sapeva fare e aveva attrezzi che non tutti possiedono. Questa è l’opinione dei tanti cittadini di Pescina che gravitano attorno alla Pro loco da cui è partita l’iniziativa dell’albero degli auguri.

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Il fatto è successo nella notte fra giovedì e venerdì e di certo dopo la mezzanotte, perché una signora che abita accanto alla piazza, tornando a casa a quell’ora, testimonia che l’abete era ancora in piedi.

Un gesto vandalico di cui nessuno sa darsi una spiegazione, nemmeno la presidente della Pro loco di Pescina Francesca Pieri. «Un lavoro certosino – racconta – per mano di qualcuno che la sega in mano la sapeva tenere bene. Il perché proprio non me lo so spiegare. Avevamo addobbato l’albero che ci aveva consegnato come sempre l’amministrazione comunale e l’avevamo adornato e illuminato a dovere. Ma venerdì mattina l’amara sorpresa».

La Pro loco, però, non si è fatta intimidire e l’ha subito tirato di nuovo su. «Ringrazio tutti quelli che si sono rimboccati le maniche per issare in mezzo alla piazza l’albero segato e che lo hanno di nuovo avvolto di fili luminosi – dice – Inutile dire che è stato un gesto vigliacco, quello di chi ha pensato di farci questo spregio. Un taglio fatto da mani esperte, netto e preciso, utilizzando attrezzi che non tutti possiedono».

Per tutto il giorno Francesca Pieri si è scervellata per capire il perché di questo gesto «che – dice amareggiata – offende tutto il paese e noi della Pro loco in particolare. L’unica parola che mi viene in mente è “invidia”. Ma invidia di cosa? Di aver avuto una sagra della scottiglia da noi organizzata, sotto il diluvio universale? Di aver vinto, con la mia contrada il premio per il carretto più bello di Seggiano? Per aver fatto la nostra bella figura alla festa dell’olio? Per aver tirato avanti la baracca cercando di crescere e risollevarci o per aver creato un bel gruppo omogeneo dove ci confrontiamo, discutiamo, ma alla fine ci rimbocchiamo le maniche e facciamo quel che dobbiamo fare?».

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Ipotesi. «Ma se così è – conclude Pieri – ricordo che la Pro loco non è di mia proprietà, e non appartiene nemmeno a nessun altro, ma è aperta proprio a tutti e siamo pronti ad ascoltare critiche e consigli. Comunque mi piace sottolineare che da venerdì sera le luci dell’albero, in piazza, davanti alla chiesa, sono nuovamente accese, perché il cuore di ognuno di noi ha agito per primo e ancora una volta, tutti noi insieme abbiamo dimostrato che forse è vero che siamo un gruppo che merita invidia».

Il gesto, però, non passerà impunito. Ieri mattina la presidente Francesca Pieri si è recata in caserma per sporgere denuncia. «Servirà a poco – dice – perché nessuno ha visto o sentito nulla, ma voglio dare un segnale forte, perché queste cose non si ripetano».

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