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Nuove ville in campagna Bufera sulle due varianti

di Francesca Ferri ; di Francesca Ferri
Nuove ville in campagna Bufera sulle due varianti

Magliano, Bonini (Sel) paventa oscure manovre e attacca il Pd: «Indecente» Il sindaco: «Accuse legate alla sua sconfitta elettorale. È una spinta all’economia»

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MAGLIANO. Ottomila metri cubi di villette potrebbero sorgere nella campagna di Magliano, a Sterpeti, grazie a due varianti (la terza al Regolamento urbanistico e la seconda al piano strutturale) che permettono di scambiare le volumetrie della storica discoteca Covo di Sant’Andrea in spazi abitativi. La giunta Cinelli le presenta mercoledì in consiglio comunale per l’adozione ma l’operazione ha già sollevato un putiferio.

A innescarlo è la capogruppo di Sel, Eva Bonini, ex vicesindaco ed ex sfidante di Cinelli alle elezioni. Che in una nota divulgata ieri adombra oscure manovre politiche dietro questo intervento di sicuro impatto sul paesaggio, tirando in ballo il Pd che definisce «Partito della Nazione» o «del Cemento».

Come da prassi in materia urbanistica, la variante è arrivata sul tavolo della giunta sotto forma di richiesta da parte di un cittadino, Vanni Checcacci, amministratore della società Arbol proprietaria del Covo di Sant’Andrea. Checcacci proponeva di cedere il Covo al Comune e in cambio di avere la perequazione delle volumetrie della discoteca da usare per costruire villette ex novo.

L’amministrazione Cinelli ha accettato, dimezzando però la richiesta iniziale di una ventina di villette a dieci villette per un totale di 8.000 metri quadrati. E ha redatto la variante che, per essere operativa, dovrà essere adottata, passata al setaccio delle osservazioni da parte della Regione e dei cittadini e quindi approvata dal consiglio.

Quel che è balzato agli occhi della Bonini è che Checcacci sia il suocero del segretario del Pd maglianese Gabriele Canzonetti che, dall’indomani del voto del 2014, Bonini accusò di essere stato l’artefice della sua sconfitta. L’esponente di Sel gli rinfaccia anche di aver fatto «vincere un sindaco di Fratelli d’Italia come Cinelli con il sostegno di alcuni esponenti provinciali del suo partito».

L’eventuale passaggio del Covo al Comune è definito da Bonini una «donazione in cambio di poter costruire 22 villette da 130 metri quadri in aperta campagna», richiesta che Bonini definisce «indecente», così come «grave» ritiene il fatto che l’amministrazione l’abbia accettata».

Bonini non fa nomi ma cita cariche politiche e accusa il segretario di mischiare «interessi privati e personali e quelli collettivi» e di «spadroneggiare senza ostacoli grazie al sindaco Cinelli».

Il quale, però, rimanda le accuse al mittente. «Quello che faremo mercoledì in consiglio è l’adozione di due varianti – spiega Cinelli – e questo è un dettaglio non da poco. In questa fase non si rende esecutivo niente: abbiamo solo ricevuto una richiesta dai cittadini e la portiamo avanti, tra l’altro migliorata, visto che abbiamo dimezzato il numero di villette chieste inizialmente». In cambio, prosegue, «il Comune acquisisce un bene del valore di 500.000 euro. Al momento il Comune non ha un locale per conferenze di una certa capienza. In futuro nulla ci vieta di fare un bando per la gestione».

Quanto ai ventilati “intrighi” Cinelli è chiaro: «Tutte le accuse della Bonini sono ancora legate alla sua sconfitta elettorale: si faccia un esame di coscienza. La mia amministrazione sta lavorando in modo serio. Non ci sono varianti con nomi e cognomi ma varianti fatte per il territorio, per dare una spinta all’economia locale e al lavoro. Questo è lo spirito con cui l’abbiamo fatta, e in tempi rapidi. Sul resto l’amministrazione si riserva di querelare perché non ci sto a farmi dare del colluso; i problemi dei partiti si risolvono all’interno dei partiti. Ribadisco: il sindaco Cinelli non ha alcuna tessera di partito ma fa parte di un civica che collabora sia a destra che a sinistra, tranne che con Sel, l’unico partito con cui non si può collaborare». Ancora più lapidario è Canzonetti: «Lunedì verificherò con l’avvocato se ci sono gli estremi per una querela», dice, mentre Checcacci mette i puntini sulle “i”: «Abbiamo fatto una richiesta al Comune, scritta e documentata, per proporre non una “donazione”, come dice Bonini, ma una perequazione, che è una cosa normale. Ma quali strane manovre? Sono nella sua testa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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