Sicurezza
NON TRAFFICATE IN SUO NOME O IL BAMBINELLO S’ARRABBIA
di STEFANO ADAMI In questi giorni natalizi che rotolano verso la fine dell’anno, si fa un gran parlare confuso, anche nella piccola città, di banche e di banchieri. Banchieri che fluttuano, che fanno...
di STEFANO ADAMI
In questi giorni natalizi che rotolano verso la fine dell’anno, si fa un gran parlare confuso, anche nella piccola città, di banche e di banchieri. Banchieri che fluttuano, che fanno gli auguri, che mostrano le strenne, che organizzano concerti, che scappano con i sacchi, che s’imboscano, che mangiano i bigné, che portano a spasso il simpatico cagnolone, che chiamano i carabinieri, che schizzano sull’acqua col motoscafo, che s’immergono, che volteggiano in gruppo come gli storni, che zufolano come usignoli, che contemplano come bradipi.
Il Banchiere, come scopriva Pessoa, non può che essere anarchista. Per l’individuo, il suo individuo. Dice il banchiere di Pessoa: «Aiutare qualcuno, amico mio, vuol dire prendere qualcuno per incapace; se questo qualcuno non è incapace, significa farlo tale, supporlo tale; e cioè, nel primo caso, tirannia, nel secondo disprezzo. In un caso si distrugge la libertà altrui; nell’altro si parte dal principio che gli altri sono spregevoli e indegni o incapaci di libertà». Già. Meglio lasciarlo dunque libero, l’altro, pregevole e capace di precipitare nel baratro. Oh, ma come siamo ingenui. Non l’avevamo ancora visto? Questo è il mondo. Il feroce mondo. L’aspro mondo natalizio e dell’anno novo.
Ma nonostante tutto, aumenta tutto. Aumentano i consumi pro capite, aumentano i polli pro capite, aumenta il costo della vita, aumentano i profughi, aumentano gli incidenti, aumentano le guerre. Aumentano gli omicidi parentali. I tagli alla sanità. Aumenta la moltitudine sciamante in astinenza da regalo, corpi che sbattono duramente, adolescenti con l’iphone, mamme liftate, neonati col bancomat. Spiccano tra le fiumane gli Assessori ai rinfreschi. Gli stormi umani si riversano nei centri dove esplode la festiva arte topiaria. Tutti pretendono. Che fare? Rifugiarsi sotto i capelli di Donald Trump?
«Come stai? Come va? Auguri... auguri... auguri...». La gente si lamenta che «il soldo non gira». Neanche a Natale. Per forza, sfarfalla nelle alte sfere. Che si divertono a guardare cosa succede laggiù, in fondo, tra noi, dove i ghiacci si sciolgono e tutto si paralizza. Mi chiedono, in questi frangenti festivi, cosa mi aspetto dal nuovo anno. Rispondo che sono contro tutte le cose cattive e a favore di tutte quelle buone. Oh, ma allora hai dimenticato il ciuccio da qualche parte. È una battuta, naturalmente. Spiego. Sennò chissà dove finiamo.
Ma sta per arrivare il buon Bambin Gesù, pare. Anche nel nostro angoletto di Toscana. Bisogna ricordare ai bambini di non confonderlo con Batman. Questa non è Gotham city (Ah no?). E nemmeno con Babbo Natale.
«In verità, in verità vi dico...», comincerebbe il Bambino. Perdendo il pubblico, perché s’è già fatta l’ora della scofanata di Natale. Però chissà come sarà arrabbiato, stavolta, con quelli che trafficano in nome suo.
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