Gioco
Caro Babbo Natale, se esisti ferma l’Isis: le letterine di Natale al tempo del terrorismo
All'abete della stazione di Orbetello i bambini appendono i bigliettini con i loro desideri. E non sono quasi mai giocattoli
ORBETELLO. Si dice che i ragazzi di oggi siano diversi da quelli di una volta. Forse per certi aspetti è vero e forse per altri è solo un luogo comune. Spesso si accusano i bambini di essere attaccati solo ai giocattoli e ai videogiochi. I bambini però sono anche capaci di stupire con le loro frasi, i loro pensieri ed i loro desideri. Già, i loro desideri.
Nell’atrio della stazione di Orbetello - Monte Argentario c’è un albero di Natale sul quale nei giorni scorsi i bambini delle scuole elementari e medie di Orbetello, Neghelli e Orbetello Scalo, hanno appeso dei biglietti sui quali hanno scritto cosa vorrebbero da Babbo Natale.
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Quello che si legge aprendo quei foglietti lascia, a volte, senza parole: i giovanissimi che come loro primo desiderio la fine di tutte le guerre e la sconfitta dell’Isis.
L’Isis ai bambini fa paura. Forse la maggior parte di loro non sa nemmeno con precisione cosa sia, eppure ne ha il terrore, sa che uccide, sa che è qualcosa di terribile che deve essere cancellato. I recenti avvenimenti che hanno flagellato la Francia li hanno sconvolti e i biglietti in cui si spera nella fine dei massacri sono tanti.
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«Io non credo molto in te – scrive un alunno – ci credo per il 45 per cento, per il 55 per cento non ci credo. Se però esisti ti chiedo di far smettere l’Isis di fare quelle stragi e porta la pace nel mondo”.
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«A volte mi chiedo se esisti – scrive un altro bambino – e mi rispondo di sì. Vorrei che le guerre dell’Isis finissero».
In un biglietto gigante rispetto agli altri qualcuno ha disegnato una torre Eiffel con all’apice una grande stella cometa. «Vorrei che la torre Eiffel – si legge – diventasse un enorme albero di Natale e che sulla sua cima si posasse un’enorme stella cometa. Questi rimarranno solo sogni ma mi piace pensare che si possano avverare».
«Vorrei che per Natale l'Isis si fermasse», «Prova a fermare l’Isis; se non la fermi non renderai felice la gente e fa anche che capiscano che stanno commettendo un grande crimine contro l’umanità». «Io vorrei soprattutto lo stop dell’Isis»: questo il tenore dei messaggi.
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La Francia, l’Isis, le stragi sono nella mente dei bambini delle scuole medie e delle elementari. Entrano nei loro pensieri, li fanno riflettere, li fanno desiderare e sperare in un mondo migliore. «Caro Babbo Natale io vorrei che qualche potente del mondo aprisse gli occhi perché vorrei avere un futuro migliore di quello che ho davanti».
Sono piccoli. I più grandi hanno appena 13, 14 anni, eppure la loro mente corre avanti, a quella che sarà la loro vita sperando di avere un futuro migliore.
Nelle quasi totalità dei biglietti, ritagli di buste di carta, un sacchetto di plastica, i bambini hanno impresso speranze e aspettative, per la maggior parte la voglia di vivere in un mondo senza più guerre.
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I bambini sono però sensibili non solo agli avvenimenti che sentono dai telegiornali o dalle parole dei loro genitori ma anche agli affetti. Per molti il desiderio più grande che vogliono sia esaudito da Babbo Natale è la salute per i genitori e per i nonni. «Io ti chiedo di dare la guarigione a mio nonno così potrà giocare con me»; «Caro Babbo Natale io vorrei che la mia nonna stesse bene prima di Natale così che potesse partire per il suo viaggio col nonno»; «Io vorrei che i miei genitori non mi lasciassero mai ma so che non è possibile». La sensibilità dei bambini è grande, il mondo in cui vivono la mette a dura prova e il loro disagio si sente anche se, per fortuna, prevale la spensieratezza dell’età.
Il progetto di addobbare l’albero di Natale con i desideri dei bambini nasce da una idea dell’autrice Edy Rita Bronchi che ha scritto un libro, “Natale sotto l’ombrellone” che raccoglie le speranze dei viaggiatori che sono passati dalla stazione di Napoli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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