Sicurezza
Soldi non versati sul conto Processo al money transfer
FOLLONICA. L’accusa è di appropriazione indebita. La cifra è di 13.700 euro. L’ambiente è quello del trasferimento telematico internazionale di denaro. Ahmed Habeel, cittadino pakistano di 32 anni...
FOLLONICA. L’accusa è di appropriazione indebita. La cifra è di 13.700 euro. L’ambiente è quello del trasferimento telematico internazionale di denaro. Ahmed Habeel, cittadino pakistano di 32 anni abitante a Follonica, deve risponderne in qualità di titolare della ditta Pakistan Indian Bazar di via Bicocchi. La Ria Italia srl, di Roma, iscritta all’albo degli agenti di attività finanziaria, lo ha querelato per il mancato versamento delle cifre ricevute dai clienti entro le 24 ore dal versamento, come previsto dal contratto, sul conto corrente della società con cui era stato stipulato il contratto.
Il processo si è aperto ieri davanti al giudice Muscogiuri, che ha rinviato l’udienza alla fine di giugno in vista della possibile scelta di un rito alternativo. I fatti contestati risalgono ai giorni compresi tra l’11 e il 14 luglio del 2014, così come risulta dai riscontri effettuati dalla Ria attraverso il sistema telematico di gestione. Si trattava di rimesse di denaro provenienti da vari clienti. Somme che non sarebbero mai state versate.
La ditta aveva constatato gli ammanchi in seguito a una verifica. Aveva poi provato a ottenere la cifra contestata in via bonaria dall’agente ma non aveva ricevuto risposte considerate esaustive. In una delle mail prodotte dalla Ria, il titolare del money transfer aveva chiesto tempo, lamentando di aver subìto un’aggressione, e promettendo comunque di voler rispettare gli impegni: una missiva risalente ai primi dell’agosto successivo. Poi Habeel, così come ricostruito dalla Ria, aveva chiesto un piano di rientro: la società ne aveva formulato uno e l’aveva sottoposto al mandatario ma non avrebbe ricevuto risposta. La raccomandata, invece, non avrebbe avuto esito.
La polizia giudiziaria aveva effettuato gli approfondimenti, acquisendo testimonianze e documentazione dal responsabile del settore recupero crediti della società querelante. Poi le indagini erano state chiuse e, con citazione diretta, la Procura ha fissato la prima udienza, quella filtro di ieri, dove le parti si sono costituite.
(p.s.)
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