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Quattro offerte per il destino della Mabro

Francesca Gori
Quattro offerte per il destino della Mabro

Ma saranno aperte solamente nei prossimi giorni le buste arrivate nello studio del notaio alla scadenza del bando

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GROSSETO. Quale piega prenderà la vicenda ex Mabro, che sta tenendo più di cento dipendenti con il fiato sospeso, si saprà soltanto nei prossimi giorni. Lunedì, forse. O forse addirittura dopo Natale, quando le buste verranno aperte dal commissario per la Prodi bis Paolo Coscione.

Venerdì 18 alle 18 scadeva il bando con le offerte per rilevare la società della vestaglie azzurre. In giornata, le buste arrivate nello studio del notaio di Roma erano tre. Ma era stato annunciato anche l’arrivo di una quarta offerta che probabilmente è stata consegnata al rush finale.

Nel pomeriggio, il commissario Coscione non ha proceduto all’apertura delle offerte, che sono appunto arrivate in buste bianche delle quali non è possibile, come vuole la procedura, sapere chi sia il mittente.

A termine di regolamento infatti, devono passare cinque giorni tra la scadenza della consegna e l’apertura delle buste. Cinque giorni però scadono il 23 dicembre, giorno prima della vigilia di Natale ed è quindi possibile che il commissario Paolo Coscione procederà davanti al notaio Luca Falcioni di Roma all’apertura delle buste solo dopo le feste.

Le vestaglie azzurre saranno quindi costrette a restare con il fiato sospeso per qualche altro giorno, poi il commissario finalmente potrà comunicare loro se davvero in quelle buste ci sia un’offerta concreta che possa far riaprire il cancello dell’azienda e far tornare i dipendenti della Mabro al loro posto. Una situazione, quella della fabbrica di abbigliamento, che si trascina da anni.

Alla precedente scadenza del bando, sulla scrivania del commissario c’erano tre offerte. Una, soprattutto, era sembrata più concreta delle altre. Ma servivano altre integrazioni e altri documenti, per questo è stato deciso di procedere con un nuovo bando.

Nelle settimane precedenti, ma anche negli ultimi giorni, qualche movimento intorno alla fabbrica sembra esserci stato. Qualcuno che ha voluto visitare il capannone, probabilmente dare un’occhiata alle macchine utilizzate dalle vestaglie azzurre. Quello che sembra certo, comunque, è che chi prenderà l’azienda dovrà avere a disposizione diversi milioni di euro per rimettere in piedi la produzione e per realizzare un nuovo capannone in un’altra zona della città.

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