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L’ultimo disco di Bobo Rondelli? Ve lo fa ascoltare un grossetano
C’è un po’ di Maremma nell’ultimo disco del cantautore labronico. Merito di Davide Fatemi, mago del suono
GROSSETO. C’è un po’ di Maremma nell’ultimo disco di Bobo Rondelli, che sarà oggi in edicola insieme al Tirreno. Davide Fatemi, grossetano di trentaquattro anni, è infatti il fonico che da due anni cura la musica del cantante labronico.
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È nel suo studio Perfect 10 di via Varese che Davide ha lavorato a “Ciampi ve lo faccio vedere io”, ultima fatica di Rondelli, che con questo disco omaggia il cantautore concittadino Piero Ciampi.
«Il mio lavoro con Bobo è iniziato due anni fa grazie al suo manager, Salvatore “Toto” Barbato, gestore del Cage di Livorno – racconta Davide – io a quel tempo lavoravo per il tour di Simone Cristicchi, Toto mi notò, gli piacque come lavoravo e mi volle da subito al fianco di Rondelli, così è iniziata la collaborazione con un gruppo splendido, dove si lavora in serenità e professionalità sia che si tratti del quartetto di Bobo sia dell’Ottavo Padiglione».
Un rapporto lavorativo che si fa anche di reciproca stima «basta una sillaba, una sola nota suonata perché un artista vero ti streghi, è così che si riconosce; e Bobo Rondelli ha questa capacità» confessa.
Il disco dedicato a Piero Ciampi non è però il primo al quale Davide lavora per Rondelli, c’è lui infatti anche dietro al mixaggio e alla registrazione di “Come Carnevali”, disco del 2015 dedicato ad un altro poète maudit toscano, Emanuel Carnevali.
«Quest’ultimo lavoro ha avuto come direttore artistico Filippo Gatti – continua Davide – un altro artista con il quale collaboro con grande piacere».
Ma il suo lavoro non si esaurisce qui, oltre ad essere un fonico freelance che vive nel suo appartamento studio di Grosseto, Davide ha anche un piccolo service che gli permette di allestire concerti ovunque e con il quale segue da ormai dieci anni i Quartiere Coffee, ma anche i Matti delle Giuncaie, con i quali ha registrato l’ultimo disco ancora inedito.
«Il lavoro me lo sono dovuto inventare – racconta sorridendo – ero uno studente di informatica a Pisa e un giorno ho avuto l’illuminazione. Ho capito che il lavoretto che facevo per passatempo era ciò che mi sarebbe piaciuto fare nella vita. Così ho lasciato gli studi e mi sono dedicato esclusivamente a quello; è andata bene e, oltre alle varie collaborazioni, mi occupo anche del Cantiere Quattro, formato da amici prima ancora che da bravi professionisti e con loro lavoro al Faq, dove il prossimo 23 gennaio si terrà il concerto di Bobo Rondelli, ci occupiamo del service e delle luci ma insieme abbiamo fatto anche i matrimoni, dove c’era bisogno di luci e audio noi c’eravamo».
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