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Grosseto

Confartigianato spinge per la variante

Confartigianato spinge per la variante

Le modifiche al piano strutturale consentirebbero, tra le altre cose, di creare negozi nei capannoni artigianali

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GROSSETO. Dopo l’Ance e la Cna, anche Confartigianato imprese Grosseto fa pressing sull’amministrazione comunale perché approvi la variante al piano strutturale che permette a chi ha un capannone artigianale di cambiargli la destinazione d’uso e di farci un negozio.

La variante – presentata già in consiglio comunale ma non approvata a causa dell’astensione della minoranza e del mancato raggiungimento del numero legale da parte della maggioranza – viene apertamente osteggiata dalle due associazioni dei commercianti, Ascom Confcommercio e Confesercenti, ostili allo spostamento del commercio in periferia ai danni della città.

Per i costruttori rappresenta invece una opportunità di ripresa dell’edilizia (basti pensare ai cantieri che aprirebbero per modificare gli spazi) e per gli artigiani una possibilità di poter affittare i locali e garantirsi nuove entrate, in un momento in cui la crisi non è ancora superata.

E così Confartigianato rompe gli indugi. «Basta rinvii, l’edilizia deve ripartire al più presto», dice l’associazione.

In una nota Confartigianato auspica «che presto possa essere superata la fase che ha generato un primo stop dell’iter burocratico che avrebbe dovuto portare all’approvazione degli atti in brevissimo tempo».

Per il tessuto produttivo, prosegue l’associazione, la variante «assume grande rilevanza per gli effetti benefici, in particolare al comparto delle costruzioni che vive ormai da anni uno stato di preoccupante torpore. L’obiettivo è soprattutto armonizzare gli elementi di rigidità dell’apparato urbanistico che frenano in maniera rilevante le iniziative del settore privato e che sono emersi dal via libera allo strumento nel maggio del 2013».

Con l’approvazione della variante verrebbero inoltre rettificate le parti del testo normativo che per vari motivi contribuiscono a generare incertezze sulla loro applicazione.

Confartigianato ha sposato in pieno anche tutte le proposte che formano il corpo della variante: l’adeguamento degli standard urbanistici, la rimodulazione dell’incidenza delle quote di perequazione, il miglioramento delle condizioni previste per i piccoli ampliamenti privati, tra le quali figurano alcune soluzioni alle richieste che l’associazione ha espresso nell’ultimo periodo.

«Siamo ormai prossimi alla scadenza dell’attuale giunta comunale e il mancato consenso alla variante entro i prossimi sei mesi rappresenterebbe un grave danno per l’intera economia locale, in particolare per i settori dell’edilizia e dell’impiantistica, che dopo 54 mesi di crisi ininterrotta stanno cercando di recuperare competitività e prospettiva», dice Giovanni Lamioni, presidente di Confartigianato.

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