Sicurezza
Castell’Azzara fa il tifo per mantenere l’Unione
Il sindaco Fortunati reputa «insensato» abbandonare l’attuale organizzazione «Proprio ora si cominciano a vedere i primi importanti risultati»
CASTELL’AZZARA. Anche il comune di Castell’Azzara prende posizione in merito alla infuocata polemica che sta scuotendo l’Amiata sulla fusione dei comuni e sulla tenuta dell’Unione. E mentre ci sono sindaci e gruppi che si sono espressi per l’una o l’altra soluzione, il comune di Castell’Azzara esce allo scoperto per la prima volta, sostenendo insensato abbandonare il progetto dell’Unione.
Il sindaco Fosco Fortunati, infatti, spiega: «Siamo certi che la fusione possa salvare i Comuni? Troppo spesso il Sistema Unione Comuni viene considerato non rispondente alle necessità dei cittadini e che a nostro giudizio è soggetto a continue critiche da alcuni sindaci appartenenti all’Unione stessa. Il gruppo di maggioranza del comune di Castell’Azzara ritiene doveroso effettuare una riflessione più attenta per valutare gli sviluppi futuri di tale percorso. A parer nostro non si può cancellare quanto è stato costruito nel passato; l’Amiata dovrà continuare a stare insieme, unita, senza arroccarsi nella difesa dei campanili».
Fortunati sa bene che la sua posizione è contraria alle linee del Pd regionale, ma non si sente di sostenere l’operazione fusioni. «Da parte della classe dirigente del Pd e della Regione Toscana – dice – emerge la volontà comune di cambiare percorso, andando nella direzione della fusione dei comuni e abbandonando così il progetto dell’Unione. Ma il gruppo consiliare di maggioranza di Castell’Azzara ritiene di continuare l’esperienza dell’Unione che, se adeguatamente supportata da tutti i Comuni del territorio, darebbe risposte importanti alle necessità e richieste dei cittadini. Ci sembra altresì insensato abbandonare il progetto dell’Unione che iniziava proprio ora a prendere realmente forma e a produrre risultati di progetti di notevole importanza».
Quindi, al momento, il quadro degli otto comuni dell’Unione si configura così: sono per la fusione il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi che per primo ha lanciato l’amo, e d’accordo anche il vicesindaco di Semproniano Lucio Corsetti.
Linea ancora incerta per il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e per quello di Roccalbegna Massimo Galli. Si sono posizionati per continuare l’esperienza Unione, il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati, quello di Seggiano Gianpiero Secco, quello di Arcidosso Jacopo Marini. Cinigiano ha deciso di uscire dall’Unione per fondersi, poi, con Campagnatico e Civitella e dunque è fuori gioco. Si posizionano per la fusione le minoranze di Seggiano, mentre quelle di Arcidosso e Castel del Piano chiedono di vedere bene le carte.
Caso a parte Monticello Amiata, che pur essendo nel comune di Cinigiano chiede di restare nell’Unione amiatina e di essere aggregato con Arcidosso. Un vero calderone, insomma, che probabilmente solo i futuri programmi elettorali potranno chiarire, scrivendo, nero su bianco, le intenzioni dei partiti e delle compagini. A quel punto la parola sarà ai cittadini.
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