Attenzione
Viale Caravaggio: «No al taglio dei pini»
Il Movimento 5 Stelle chiede al Comune di opporsi all’ordine delle Ferrovie. E lancia una petizione e proposte alternative
GROSSETO. Una soluzione diversa, non una facile, ma con l’obiettivo di salvare i pini che costeggiano la ferrovia in via Caravaggio. Il Movimento 5 Stelle di Grosseto ha anche ideato una proposta-provocazione, quella di trasformare tutta la zona che costeggia la linea ferroviaria in un percorso ciclabile di collegamento con il resto della città, anche attraverso la realizzazione di sottopassi ciclabili e pedonali che ricuciano le metà della città tagliata in due proprio dal passaggio dei treni.
La preoccupazione del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, è che il Comune non si fermi a pochi alberi già abbattuti, su richiesta di Rfi, proprio per la sicurezza della linea ferroviaria: troppo vicini, troppo al di sotto della distanza minima prevista da una normativa del 1980. E allora, per scongiurare il rischio che possano cadere sui binari o sulle linee elettriche, la richiesta di tagliare. Al momento il taglio ha riguardato poche piante, nel tratto più a sud di via Caravaggio, l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci sottolinea che è finita lì, ma il Movimento 5 Stelle non si fida e fa partire anche una petizione per raccogliere firme a tutela delle alberature lungo tutto il tracciato ferroviario urbano.
Gori parla di colpevole immobilismo sia da parte di Rfi «che dopo 35 anni scopre una normativa – dice il candidato sindaco di M5S – dopo avere abbandonato da anni al degrado le aree di propria pertinenza»; sia da parte dell’amministrazione comunale che preferisce seguire la via più facile per risolvere il problema mentre, sempre secondo Gori, basterebbe leggere bene la normativa e tirare fuori un po’ di fantasia per affrontare il problema senza abbattere i pini.
La richiesta di Rfi, dunque, non dovrebbe essere assecondata senza discutere. «Assecondare le pretese altrui senza farsi minimamente sentire non rende giustizia ai cittadini – dice Gori – come Movimento 5 Stelle abbiamo elaborato, tramite l’aiuto di professionisti ed esperti del settore, una proposta-provocazione: messa in sicurezza delle alberature e creazione di percorsi ciclopedonali per rendere la città ancora più vivibile».
Per Gori «non è possibile tollerare che Rfi prosegua nelle proprie pretese a senso unico» mentre, tra l’altro, «lungo la linea ferroviaria e ai margini di questa, nelle zone di competenza dell’azienda pubblica il degrado regna sovrano. Ecco, è bene che Rfi inizi a riqualificare quelle aree, a curarle come le compete».
L’esponente pentastellato chiede anche che sia letta bene la normativa, perché pare che preveda la possibilità di chiedere delle riduzioni sulle distanze tra alberi e linea ferroviaria, in contesti particolari. E per Gori il contesto urbano rientrerebbe proprio tra questi. Inoltre Gori sottolinea che un albero rappresenta un rischio se si tratta di un albero malato, e non è il caso dei pini di via Caravaggio. «Quei pini non sono più a rischio caduta di quanto non lo siano i pali della ferrovia – dice – nel caso in cui su Grosseto si abbattesse un uragano, ma sarebbe un caso particolare». E poi c'è sempre la possibilità di mettere in sicurezza gli alberi stessi, ancorandoli in modo da evitare, in caso di caduta, che finiscano sui binari o sulle linee elettriche della ferrovia.
Tutto, insomma, ma non gli abbattimenti.
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