Sicurezza
Nuovi guai per Aristide Giannetti
A giudizio per bancarotta insieme con il suo socio per il fallimento dell’azienda: battaglia di perizie
GROSSETO. Il consulente della Procura contesta una bancarotta fraudolenta da 13 milioni di euro. Il curatore fallimentare invece, non ha rilevato alcuna distrazione di beni societari. E la difesa ha deciso di chiedere una super perizia affidandosi a un terzo professionista per fare chiarezza. Al centro della vicenda c’è la società Giannetti Logistic and Service, il cui fallimento è stato dichiarato il 2 ottobre di due anni fa.
Il giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha disposto il rinvio a giudizio per Aristide Giannetti, ex presidente della Camera di commercio di Grosseto e per Marco Giannetti, entrambi difesi dagli avvocati Alessandro Maria Lecci e Oliviero De Carolis Villars.
Aristide Giannetti era infatti socio e amministratore della società, oltre che amministratore unico della Giannetti Logystic System e presidente del consiglio di amministrazione della Autotrasporti Fratelli Giannetti, mentre Marco Giannetti era socio e amministratore della Giannetti Logistic and Service, anche questa dichiarata fallita lo stesso 2 ottobre 2013 e consigliere di amministrazione della società Autotrasporti Fratelli Giannetti.
Il consulente tecnico della Procura ha rilevato una sorta di passaggio di cifre consistenti che intercorrono dal 2007 al 2010 dalla Logistic and Service alla Autotrasporti Fratelli Giannetti, senza che ci sia una causa o una natura di qualunque tipo. Le cifre che sono state movimentate tra le due società ammontano, in totale, a circa 12 milioni di euro. Passate da un’azienda all’altra, che comunque facevano sempre capo alla famiglia Giannetti senza che ce ne fosse alcuna ragione economica.
In più c’era lo stato passivo della società guidata da Aristide Giannetti della quale era socio anche Marco. Il buco nel bilancio, cristallizzato dal fallimento, era di 13 milioni di euro, che è l’ammontare dello stato passivo reso esecutivo dal giudice del fallimento della Giannetti Logistic and Service.
Di tutto questo meccanismo, di tutto questo passaggio di soldi che secondo il perito della Procura configurerebbe il reato di bancarotta fraudolenta e distrazione di beni societari, non c’è traccia alcuna nella relazione che il curatore fallimentare, il commercialista Marianna Festeggiato, ha stilato per il tribunale.
È una vicenda fatta di numeri, conti correnti, clienti persi e crisi quella che c’è dietro al fallimento delle due società di logistica che facevano capo ai Giannetti.
Il sistema che la Procura contesta ad Aristide e a Marco Giannetti è semplice: i due avrebbero “svuotato” le casse della Giannetti Logistic and Service e passato quelle cifre sull’altra società. La difesa dei due imputati ha chiesto una terza perizia per dimostrare che il reato di bancarotta fraudolenta e di distrazione di beni societari non starebbe in piedi. La prima udienza del processo si svolgerà al tribunale di piazza Albegna il 17 febbraio in composizione collegiale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
