Sicurezza
Mattonelle e “indulgenze”: polemica dopo il restauro
La Madonna del buon viaggio torna al suo posto dopo essere stata decapitata. Ma la raccolta fondi al prezzo fisso di 300 euro a donazione fa discutere
MONTICELLO AMIATA. Mentre torna a Monticello Amiata (Cinigiano), restaurata, la Madonna del buon viaggio sfregiata da ignoti, sei mattonelle danno fiato alla polemica. Lo sfregio suscitò una vera e propria rivolta nella popolazione che ha fatto di tutto per poterla far restaurare.
Adesso il restauro, eseguito a Firenze dal laboratorio specializzato Lorenzo il Magnifico, è finito, grazie all’interessamento dell’associazione Amici del Santuario e, in particolare, di uno di loro, Enzo Fatarella che passo passo ha diretto le iniziative per portare a buon fine l’opera di ripristino.
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C’è grandissima attesa, dunque, per la benedizione della statua che avverrà domenica 20 dicembre, dopo che la Madonna sarà stata di nuovo impiantata nella sua base sotto l’edicola domani.
Al clima di festa e di condivisione, però, non manca un’accesa polemica. Tutto nasce dalle mattonelle, formelle in terracotta delle dimensioni di 15 centimetri per 30, raffiguranti la Madonna, che portano impressi i nomi di chi le ha acquistate per contribuire a formare un tesoretto che potesse ripagare il restauro della statua, l’illuminazione dell’area, la strada che l’attraversa e la creazione dei parcheggi.
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Ognuna di esse è stata pagata 300 euro e le venti mattonelle disponibili sono andate a ruba, portando al gruppo 6.000 euro per eseguire i lavori indicati.
Saranno cementate domani alla base della croce presso la grotta della Madonna, a testimonianza di devozione e fattività.
«La raccolta effettuata per la realizzazione della strada, dei parcheggi, dell’illuminazione e del restauro della Madonna è stata possibile grazie alle offerte dei devoti dell’Immacolata», dice Enzo Fatarella, che ha diretto l’operazione. «I loro nomi rimarranno per sempre scritti con una benedizione nelle mattonelle sotto la Croce dove saranno posizionate». Insomma una mattonella che diventa indulgenza.
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Un’idea che è piaciuta molto a chi l’ha acquistata. Ma non a tutti questa iniziativa è andata a genio.
Massimiliano Terni, presidente dell’associazione Amici del Santuario – la stessa di cui fa parte Fatarella – ricordando di «aver messo a disposizione senza vincoli né limiti il conto corrente dell’associazione, rilasciando regolare ricevuta», la mette giù dura. «Il presidente, a nome di tutto il consiglio, si dissocia dal modo in cui, chiunque, senza delega dell’associazione, possa andare casa per casa a chiedere in maniera incongruente fondi in cambio di mattonelle. È un modo di operare che stravolge l’etica e la serietà da noi dimostrate negli ultimi sei anni. Le donazioni o contributi devono venire dal cuore delle persone e saranno sempre ben accettate e ricordate».
Il consiglio, infatti, prosegue Terni, in seduta plenaria aveva già deciso di offrire un riconoscimento visibile con mattonelle dipinte coi nomi di ciascun donatore, per rendere tutto chiaro e non riconducibile a nessun importo predeterminato o imposto.
Insomma, come dire, c’è mattonella e mattonella e gli oggetti “sacri” non devono avere un prezzo stabilito, ma costano quanto decide il donatore.
Ma, pare di capire, l’urgenza di eseguire lavori in tempi stretti, deve aver convinto a dare un prezzo a quelle venti mattonelle, per raggiungere il budget occorrente anche per il restauro. E di questo, certo, la Madonna del buon viaggio non si sarà offesa.
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