Attenzione
Il nipote di don Pietro Fanciulli se ne va dal centro studi
Porto Santo Stefano, querelle a pochi giorni dall'inaugurazione dei locali intitolati al compianto sacerdote. Ecco i motivi della rottura.
PORTO SANTO STEFANO. Presto nascerà una nuova associazione dedicata a don Pietro Fanciulli. Uno dei sei co-eredi del compianto parroco santostefanese Michele Fanciulli si dissocia dal centro studi che sarà inaugurato domenica, aprendo ad un nuovo sodalizio che sorgerà in suo nome. “Gli amici di don Pietro”: questo il nome scelto dal nipote Michele che, per l’occasione, spiega i motivi del suo voler aprire un’altra associazione intitolata allo zio, venuto a mancare ormai tre anni fa dopo una vita dedicata alla Chiesa e alla storia della sua terra e della sua gente.
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«Voglio fondare quest’associazione che avrà, come scopo principale, quello di parlare solo di don Pietro e delle sue opere - spiega - Ci sono già delle persone che gli erano vicine che vogliono aderire, oltre a qualcuno che lo ha conosciuto attraverso le sue opere: di Porto Santo Stefano e di fuori. Di idee ne abbiamo tante e il motto, richiamato dal Dies Irae, potrebbe essere: “tantus labor non sit cassus”, ovvero “che un così grande lavoro non vada perduto”».
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Vediamo la ragione del dissociarsi dal centro studi. «Hanno cambiato ciò che avevo scritto senza essere avvisato - spiega - E io sono il nipote e quello che gli è stato più vicino, mi è morto in braccio e le cose che mi ha detto quella notte mi rimarranno impresse per sempre. Il suo desiderio era che tutto il suo lavoro non andasse perduto e fosse valorizzato, e che qualcuno portasse avanti quello che lui aveva lasciato incompiuto. Io non ritengo che i membri del centro studi siano adatti a fare questo. Non è un’offesa personale, ma rientra nel mio diritto di critica. Su mio zio non sanno nulla.
E dal testo che avevo scritto è stata tolta una cosa fondamentale che spiega il suo pensiero, dimostrando così da parte degli “autori” di non aver capito alcunché: né del significato e della simbologia insita nel logo stesso né della personalità e del pensiero di don Pietro. Inoltre - prosegue - io ho fatto tutto l’inventario della biblioteca, ma non sono stato coinvolto in questa associazione.
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Essendo co-erede e co-donatario mi sarei aspettato di più. Nello statuto del centro studi c’è poi scritto che sarà valorizzata la figura di don Pietro ma ci si occuperà anche di altri temi come gli etruschi, argomento che lui non aveva mai trattato».
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