Sicurezza
Cattivi odori diffusi e disagi: le associazioni in Procura
GROSSETO. Una puzza acre, dolciastra, che in passato proprio non esisteva. Oltre 370 firme sono state raccolte da sette diverse associazioni per chiedere al sindaco Bonifazi, alla Procura della...
GROSSETO. Una puzza acre, dolciastra, che in passato proprio non esisteva. Oltre 370 firme sono state raccolte da sette diverse associazioni per chiedere al sindaco Bonifazi, alla Procura della Repubblica, ad Arpat, Asl e Ministero dell’ambiente di approfondire le ragioni del pessimo odore che sempre più spesso si avverte in città. Miasmi ricorrenti, soprattutto al mattino, con disturbi alla popolazione.
Per questo Italia Nostra, il Coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientali, l’Isde di Grosseto, il comitato Marina di Grosseto, l’associazione Casalecci, L’Acu e il gruppo “Salviamo le pinete” hanno avviato nelle scorse settimane una campagna di informazione e una petizione che ora viene presentata agli organi competenti per la tutela della salute pubblica.
«La qualità dell’aria – spiega Ugo Corrieri dell’Isde di Grosseto – in Italia è tutelata dalla legge 155/2010. In base a questa, di recente, l’Asl di Salerno ha dato parere negativo alla realizzazione di una centrale a biomasse. In pratica chi chiedeva di fare l’impianto non è riuscito a dimostrate che, con la sua entrata in funzione, l’aria avrebbe continuato ad avere la stessa qualità o migliorare, perché solitamente vengano spenti equivalenti fonti di combustione, assicurando un saldo complessivo almeno pari a zero. Cosa significa? Che si sta prendendo coscienza faticosamente delle emissioni prodotte da impianti a biomasse e a biogas. Peccato che nel frattempo Grosseto sia stata circondata e la Maremma ne conti a decine».
Secondo le associazioni che hanno raccolto le 373 firme anche in Maremma la qualità dell'aria sta peggiorando. Daniela Pasini (Coordinamento dei comitati ambientalisti) fa esempi proprio riguardo alle emissioni odorigene: «Già dal 2014 – spiega – i media locali hanno iniziato a riportare proteste e segnalazioni di aria irrespirabile, guarda caso in zone non distanti dall’impianto delle Strillaie, ma anche dove ci sono centrali a biomasse e biogas. La stessa Asl, il 2 ottobre scorso, segnalava, in una nota, inconvenienti da cattivi odori». Ora di sicuro l’impianto delle Strillaie non produce profumo, ma il disagio conseguente al cattivo odore presente, per esempio, nella zona est di Grosseto certo non si può ricondurlo all’impianto di Futura. Negli ultimi mesi sono stato inviati ad Asl e Arpat diversi esposti, analizzati e catalogati in termini di posizione geografica e periodo temporale di riferimento. Si stanno facendo ulteriori analisi di dettaglio dei dati meteo disponibili per queste zone per capire chi sfiata, come e perché l’aria viene così pesantemente condizionata.
«Ci auguriamo – conclude Michele Scola di Italia Nostra – che le istituzioni sappiano risolvere definitivamente e in fretta questo inaccettabile peggioramento dell’aria che respiriamo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google