Sicurezza
Arpat: «Inquinamento forse dovuto all’uso di digestato»
CINIGIANO. «Il presunto inquinamento dei pozzi di alcune zone di Santa Rita potrebbe essere legato all’utilizzo agronomico del digestato prodotto dalla centrale di Camone». L’Arpat di Grosseto...
CINIGIANO. «Il presunto inquinamento dei pozzi di alcune zone di Santa Rita potrebbe essere legato all’utilizzo agronomico del digestato prodotto dalla centrale di Camone».
L’Arpat di Grosseto risponde alla richiesta del consigliere di minoranza Giovanni Barbagli di Cinigiano che aveva segnalato la presenza di acque scure e maleodoranti, lo scorso 29 novembre, nel torrente Vallanzo a Santa Rita (Cinigiano), chiedendo di effettuare anche controlli sui pozzi intorno alla centrale del Camone, per valutare il possibile inquinamento della falda acquifera. Barbagli era stato sollecitato dagli abitanti della zona, preoccupati perché secondo loro l’acqua di alcuni pozzi sarebbe inquinata.
Dopo un intervento in loco, Arpat, dunque, specifica che «sono in corso le analisi dei campioni di acqua prelevati nel Vallanzo». Quanto all’ipotizzato inquinamento dei pozzi, aggiunge che «il presunto inquinamento dei pozzi non sembra legato allo sversamento del 29 novembre nel Vallanzo» ma sarebbe «riferito all’uso agronomico del digestato prodotto dalla centrale di Camone». Arpat aggiunge anche di rimanere a disposizione per un’indagine congiunta con l’Asl e chiede di precisare la localizzazione dei pozzi oggetto della segnalazione e di presentare i certificati analitici che hanno fatto presupporre l’inquinamento della falda.
«Chiedevo che fosse verificato un possibile inquinamento della falda probabilmente originato dall’interramento di digestato della centrale di Camone. Arpat sembra darmi ragione, ma attendiamo sviluppi», dice Barbagli. (f.b.)
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