La protesta
L’omicida dello zio accompagnato in auto fino alla stazione
Ricostruito il percorso di Claudio Orlando fino a Grosseto Doveva portare un curriculum, ha chiesto un passaggio
CASTEL DEL PIANO. C’era un buco di qualche ora nella ricostruzione fatta dai carabinieri sull’omicidio di Castel del Piano. Un buco che è stato finalmente chiuso ieri, quando i militari hanno messo l’ultimo tassello del puzzle e hanno ricostruito quello che ha fatto Claudio Orlando, il quarantacinquenne finito in carcere con l’accusa di aver suo zio, Antonio Tucci, nella sua casa del Piazzone.
La domanda alla quale ancora non era stata data risposta riguardava infatti il viaggio fatto dall’uomo tra Castel del Piano e Grosseto. Il sabato pomeriggio, dopo le 18,20 (orario della morte di Tucci), dal paese amiatino non ci sono autobus che scendono verso la città. Ma poco dopo le 20, Orlando era alla stazione di Grosseto dove era stato accompagnato da qualcuno con l’auto. Ma da chi?
L’ultima persona che avrebbe visto in Maremma il quarantacinquenne che due giorni fa ha tentato il suicidio nel carcere di Velletri sarebbe il responsabile di un market che si trova nel borgo. E che abita a Grosseto.
Orlando lo avrebbe chiamato il giorno stesso. I due dovevano vedersi perché Orlando avrebbe dovuto consegnare il suo curriculum all’uomo.
Era stato Antonio Tucci, nei giorni precedenti alla sua morte a suggerire al nipote di fare anche quel tentativo. Orlando era arrivato da Roma senza soldi e senza un lavoro. Per un mese e mezzo circa aveva vissuto con lo zio, poi era tornato nella Capitale per spuntare di nuovo davanti alla porta della casa che si affaccia sul Piazzone il 2 dicembre, il giorno in cui Tucci aveva riscosso la pensione e la tredicesima.
Il quarantacinquenne, il sabato dell’omicidio avrebbe contattato il responsabile del supermercato chiedendo se poteva dargli un passaggio fino a Grosseto. Il curriculum glielo avrebbe consegnato in quell’occasione. L’uomo lo ha fatto salire sulla sua auto e lo ha accompagnato alla stazione di Grosseto. Non poteva sapere che sul sedile accanto a lui c’era un uomo che solo pochi giorni dopo sarebbe stato arrestato con l’accusa di aver ucciso suo zio fracassandogli la testa a bastonate.
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