Sicurezza
Foresterie, il pm chiede 59 condanne
Ippodromo: abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva, responsabilità sia per gli amministratori sia per gli acquirenti
GROSSETO. Colpevoli. Tutti colpevoli. Per l'accusa non ci sono dubbi. La vicenda delle foresterie dell'ippodromo di Follonica è una vicenda con profili di responsabilità oggettivi e soggettivi, con dolo dunque, sia per l'ipotesi di lottizzazione abusiva sia per quella di abuso d'ufficio.
Tutti e sessantuno gli imputati, a parere del sostituto procuratore Salvatore Ferraro, devono essere condannati: a pene diverse, a seconda delle responsabilità, e con pene più pesanti per la giunta che aveva approvato l'ultimo atto di un iter iniziato alla fine degli anni Novanta. Dai tempi di Bonifazi a quelli di Baldi, passando per Saragosa. Una catena senza soluzioni di responsabilità in cui amministratori pubblici, amministratori privati e acquirenti di quei 167 alloggi che dovevano essere riservati a personale in qualche modo addetto al mondo dell'ippica si sarebbero trovati tutti insieme coinvolti. E quegli alloggi, secondo la Procura, vanno confiscati - qualora il reato di lottizzazione abusiva dovesse essere ravvisato - anche in caso di prescrizione del reato.
Lottizzazione abusiva. Ferraro non ha dubbi: il reato c'è, è "pacificamente ammesso". Perché l'iter amministrativo inizialmente corretto aveva subìto una deviazione illegittima, al momento della creazione della club house: una "deviazione clamorosa" verso la commercializzazione destinata a coloro che sarebbero dovuti diventare comunque soci prima di procedere all'acquisto. «Il Comune cerca di compensare i costi gravosi di costruzione manifestati dalla società - argomenta il pm - E lo fa autorizzando la realizzazione di alloggi. Ma il numero di questi è sproporzionato: quando la polizia giudiziaria compie sopralluoghi trova occupati al massimo 30-40 alloggi rispetto al triplo realizzato, rispetto ai 167». L'accusa parla di un «modo subdolo», osserva che il Comune non ha posto mai paletti se non nel 2010, quando ormai era tardi: e in quella circostanza la Follonica Corse Cavalli mette in guardia il Comune, ammonendolo a non frapporre ostacoli nel completamento autorizzato e perseguito. Il problema è che il Comune non aveva dato seguito alla bozza in cui non era prevista la cessione delle foresterie ad estranei. Anzi, nel 2006, di fronte alle difficoltà di commercializzazione manifestate dalla Fcc, si adopera per una proroga. Ulteriore prova della illegittimità della costruzione è il fatto che «quelle sono diventate unità residenziali e come tali accatastate». Dal 2008 in poi, gip, tribunale del riesame e Cassazione hanno condiviso l'impostazione della Procura, conclude.
Abuso d'ufficio. A parte il fatto che secondo il pm la delibera di giunta presenta profili di illegittimità perché sarebbe stata di competenza del consiglio comunale, c'è anche un'aggravante, quella degli oneri di urbanizzazione: «La società ha pagato una cifra significativamente inferiore rispetto a quella che avrebbe dovuto pagare per alloggi residenziali. Ha avuto un profitto». Un profitto legato all'iter seguito dalle pratiche, emerso anche nel corso del dibattito politico scaturito dopo che il gip aveva notificato al Comune il decreto di archiviazione con il quale ravvisava l'abuso d'ufficio e il dolo intenzionale.
Confisca. Secondo Ferraro, gli alloggi andrebbero confiscati comunque: sia in caso di condanna, sia in caso (ma il pm non lo ritiene possibile) di dichiarazione di prescrizione del reato di lottizzazione abusiva. E cita a proposito dell'obbligatorietà di questo provvedimento una pronuncia recente della Cassazione, che prescinde dalla forma della sentenza e scandaglia invece il contenuto, cioè l'eventuale accertamento di responsabilità. Sulle date, il pm individua come ultimo atto dal quale iniziare i "conti" il sequestro preventivo del 22 luglio 2011 e non la data di stipula dell'ultimo contratto (9 febbraio 2010).
Da questo complesso di considerazioni, svolte in poco più di un'ora e riassunte in una memoria di alcune pagine, il sostituto procuratore ha chiesto le condanne per tutti gli imputati (ad eccezione di Eleonora Baldi morta - ma è plausibile che se fosse stata in vita avrebbe chiesto la condanna anche per lei - e di Mauro Ferri) per entrambi i reati. La sentenza a marzo.
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