La manifestazione
«Chi comprò non è colpevole» E gli imputati vogliono i danni
GROSSETO. Possono essere condannati gli acquirenti degli alloggi? No, naturalmente, secondo i loro difensori: sono anzi vittime di una rappresentazione di legittimità che veniva loro manifestata,...
GROSSETO. Possono essere condannati gli acquirenti degli alloggi? No, naturalmente, secondo i loro difensori: sono anzi vittime di una rappresentazione di legittimità che veniva loro manifestata, sono persone che per mestiere e formazione non avevano strumenti di verifica e nemmeno di dubbio, e per questo motivo hanno anche motivo di pretendere un risarcimento danni per i soldi versati nei preliminari e non corrispondenti al possesso dell'alloggio.
E' questa la linea che gli avvocati di Giancarlo Bagni e di Silvano Bagni, di Ugo Carmignani e di Ferdinando Lucaroni, di Alessandro Verre, di Giuseppe Taddei e di Stefano Gaggioli, tutti imputati ma anche tutti parti civili (nei confronti di Pier Francesco Frasconi - Consorzio Etruria - ma alcuni anche nei confronti della maggioranza degli imputati). I loro legali hanno parlato subito dopo il pm, consegnando memorie al collegio presieduto da Marco Mezzaluna (con Stramenga e Bechi).
«I Bagni sono falegnami - argomenta l'avvocato Stefano Cipriani - Quella che avevano di fronte era un'offerta alla luce del sole. Quale tipo di indagine avrebbero mai potuto effettuare? Se si fossero rivolti a un tecnico o anche a un avvocato, se fossero andati in Comune, avrebbero trovato soltanto una corrispondenza con gli atti amministrativi; avrebbero trovato un parere legale che non dava elementi di dubbio. Nel 2004 non avrebbero potuto trovare nulla di sospetto o di difforme». Non c'è responsabilità, né dolo. E anzi, i due Bagni possono chiedere 100mila euro di danni ciascuno.
Non diverse le ragioni dell'avvocato Francesco Carnesecchi (per Carmignani e Lucaroni): anche lui chiede i danni per i suoi assistiti, dopo aver sollecitato un'assoluzione perché il fatto non sussiste. E, in subordine, esiste l'ipotesi della prescrizione maturata nel maggio scorso. E' di 203mila euro la richiesta danni complessiva.
Verre è un artigiano edile, titolare di una piccola ditta, dice l'avvocato Aldo Meyer: lavorava per il Consorzio Etruria e aveva saputo di questa possibilità. Anche lui non poteva non fidarsi, quando aveva versato i 20mila euro al preliminare (e ne richiede la restituzione quantomeno con una provvisionale di quella cifra - la richiesta totale è di 50mila), anche lui non poteva non trovare tutto in regola, qualora fosse andato in Comune a verificare.
Taddei aveva speso 150mila euro per un immobile sul quale pende adesso la spada di damocle della confisca, fa notare l'avvocato Maria Giovanna Nannetti, che chiede i danni ma anche e soprattutto l'assoluzione (la stipula del preliminare è dell'agosto 2004). Medesime le richieste per Gaggioli, che però reclama 67.500 euro.
L’avvocato Luciano Giorgi, che tutela Bonifazi, Baldi e Benini, osserva prima di allontanarsi dall’aula: «Non hanno alcuna responsabilità nel merito, dal punto di vista delle contestazioni urbanistiche. E comunque il reato è prescritto per tutti loro, e da tempo».
(p.s.)
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