Sicurezza
Tutti pazzi per i Babbi Natale neri
Roccastrada: Elvis e Davis, ospiti dei Montini, hanno indossato il vestito rosso e hanno consegnato doni ai bambini
ROCCASTRADA. Sorridono sotto la barba bianca, regalano caramelle ai bambini per le vie di Roccastrada e spingono la slitta trainata dai cani. Tutto secondo tradizione, visto che si parla di Babbo Natale. Il problema (si fa per dire) è che a “recitare” da Santa Klaus sono stavolta due giovani nigeriani richiedenti asilo, islamici praticanti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.12605875:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/12/12/news/grazie-alle-mamme-massa-marittima-avra-l-abete-natalizio-1.12605875]]
E’ successo sabato e si ripeterà sotto le feste. Per la prima volta, in Alta Maremma, Babbo Natale ha la pelle nera. Sabato, scorso, a sorpresa, chi ha scelto di passare il pomeriggio in paese, ha incontrato una squadra di Babbo Natale, due nativi e due africani. Elvis e Davis si sono mascherati con il vestito rosso consegnando doni ai bambini. Si tratta di due ospiti della struttura di accoglienza ai Montini, arrivati qui nei mesi scorsi e inseriti nel contesto sociale. L’iniziativa, che aveva anche l’obiettivo di promuovere la cinofilia e in particolare alcuni splendidi esemplari di Samoiedo dell’allevamento Dream Polar di Castel del Piano, è stata organizzata dal consorzio “Roccastrada – La tua bottega”, che riunisce i commercianti del paese.
Un’idea della presidente Anna Valteroni, che ha colto l’occasione per lanciare un ulteriore messaggio di integrazione. «Le tradizioni possono essere un momento di condivisione e non di separazione – ha commentato il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola – proprio per questo motivo ringraziamo il consorzio dei commercianti per l’iniziativa multicolore, che ha suscitato curiosità ed è molto piaciuta anche ai ragazzi. Siamo orgogliosi del fatto che nel territorio di Roccastrada ci siano due strutture per richiedenti asilo e sono convinto che nel tempo questa apertura e la buona accoglienza che abbiamo saputo mettere in campo porterà dei frutti».
A raccontare l’evento anche le telecamere della Rai. «La questione della Pace tra i popoli riguarda tutti. Noi non siamo andati via dal nostro Paese per portare qui la guerra – hanno spiegato Elvis e Davis in un italiano stentato – Dio è uno solo». Insomma dalla gerla di Babbo Natale a Roccastrada è uscito fuori un esempio forte, significativo, di come può essere ripagata l’accoglienza: rispettando le tradizioni locali, partecipando alle feste, cercando di offrire il proprio contributo in ogni modo.
Da tempo i circa 50 profughi residenti nell’ex Casa dell’amore vengono coinvolti in iniziative di questo tipo: in estate le partite di calcio al parco del Chiusone, gli sfalci insieme ai cittadini volontari, le cene con i ragazzi del paese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
