Attenzione
«Rossi prenda iniziative per difendere il suolo»
PRINCIPINA MARE. Il Comitato spontaneo "Ultima Chiamata" di Principina a Mare, scrive al presidente della Regione, Enrico Rossi, per chiedere maggiore attenzione sulla frazione. Il comitato riunisce...
PRINCIPINA MARE. Il Comitato spontaneo "Ultima Chiamata" di Principina a Mare, scrive al presidente della Regione, Enrico Rossi, per chiedere maggiore attenzione sulla frazione.
Il comitato riunisce «i residenti, i proprietari degli immobili usati nel periodo estivo, i turisti italiani e stranieri, i campeggiatori, gli operatori economici della frazione balneare, adesso, purtroppo, letteralmente aggredita dalla famigerata cocciniglia "Matsucoccus Feytaudi" e dall'insetto "Blastofago", insetti in grado di approfittare delle già precarie condizioni di vita dei soprassuoli arborei della costa maremmana, e capaci di alterare, in modo permanente, le dinamiche dell'intero ecosistema forestale».
Il comitato lamenta l’abbandono della pineta «da almeno 50 anni: tutte, e diciamo tutte, le Istituzioni statali, regionali, provinciali, comunali, associazioni ambientaliste, hanno, nel tempo, sottovalutato un patrimonio verde che poteva essere un vanto ed una perla della natura italiana ed europea. Solamente il Comune di Grosseto, in questo ultimo periodo, si è adoperato per il taglio selettivo di molte alberature malate e pericolose per l'incolumità dei cittadini e per il reimpianto, dove possibile, di giovani pini domestici, insieme ad altri lavori similari e di cura del sottobosco eseguiti dalla Provincia di Grosseto, nella fascia pinetata a ridosso delle dune».
I danni causati all’ecosistema dall’alluvione dell’Ombrone e all’invasione del fango, le forme di inquinamento causate dalla presenza in mare di batteri "enterococchi e escherichia coli" «hanno aggravato notevolmente, facile da immaginare, il disagio dei residenti e dei turisti: difatti è noto che questi batteri causano infezioni alle vie urinarie, provocano batteriemia, endocarditi batteriche, malattie cardiache, diverticoliti, meningite e malattie da virus». E sulle cause dela presenza abnorme di batteri il comitato lamenta la mancata risposta. «E' opinione diffusa che la presenza dei batteri - scrive a questo proposito il comitato - è, senza ombra di dubbio, associata alla esistenza di scarichi diretti, di fognature non depurate oppure scarichi mal disinfettati o costruiti vicino o a ridosso dei corsi d'acqua posti lungo tutto il bacino idrografico del fiume Ombrone, compresi i fiumi Arbia, Merse, Farma, Orcia e i loro affluenti, partendo dal territorio di Castelnuovo Berardenga, da dove nasce il fiume Ombrone fino ad arrivare alla foce sul mar Tirreno».
Ricordati anche i costi di rimozione e smaltimento dei tronchi («costo presunto di circa 500.000 euro, che forse, come risorse economiche, avrebbero fatto più comodo per la realizzazione di nuove infrastrutture e aumento, in termini di lavoro, della manutenzione ordinaria e straordinaria in favore delle frazioni balneari») e le numerose disdette di turisti, il comitato “Ultima chiamata” chiede a Rossi che « la Regione Toscana, in quanto tale, insieme al Comune di Grosseto, quale parte lesa, prenda seri ed immediati provvedimenti, durante questo prossimo periodo invernale/primaverile, affinché i vari enti preposti facciano quanto in loro potere, in quanto enti territoriali, enti che hanno tra i loro elementi costitutivi il territorio, affinché non si debbano ripetere questi gravi e drammatici eventi adottando una semplice e doverosa ricetta: controllo capillare del territorio interessato, verifica degli alvei dei corsi d'acqua dal più piccolo al più grande, controllo degli impianti di depurazione, delle opere di difesa del suolo ed una drastica bonifica dove necessario ed intervenire soprattutto per l'allontanamento di tutti i materiali sciolti che sono depositati lungo gli alvei».
Perché basta passare sulla strada Paganico-Monte Amiata «per vedere le tonnellate di tronchi e altra vegetazione pronte a venire "in villeggiatura" lungo le spiagge del grossetano, trasportate dalle future piene». «Le vogliamo ricordare - conclude - che ancora non sono apparse notizie circa progetti inerenti le problematiche di cui abbiamo fatto un elenco, redatti dagli Enti interessati, e Le chiediamo per la Regione Toscana, attraverso i propri servizi titolari dell'ambiente, del territorio e del paesaggio, di attivarsi perché quello che sta avvenendo nelle pinete ed i fatti dolorosi e dannosi per la natura e l'uomo accaduti nell'agosto 2015 non si debbano più ripetere».
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