Trasporti
Minacce e ingiurie via web Tinacci sotto processo
Grosseto, prima udienza davanti al giudice di pace per il dirigente sportivo Parte offesa Auro Corazzesi, allenatore di pallavolo. Indagini della polizia postale
GROSSETO. Il dirigente sportivo Luca Tinacci si è presentato mercoledì 16 dicembre 2015 davanti al giudice di pace per rispondere all'accusa di minacce e ingurie nei confronti di Auro Corazzesi, allenatore di pallavolo.
I fatti che hanno portato alla citazione a giudizio di Tinacci risalgono al 2013: tra gennaio e giugno di quell'anno l'ex presidente della Vas avrebbe inviato, via email ed anche sul sito www.volletballtours.com, gestito dal tecnico, messaggi il cui contenuto offendeva la reputazione e l'onore di Corazzesi, con frasi come «Tra poco vai a fare il giardiniere a Berlusconi, visto che lo ami così tanto. Goditi gli ultimi momenti».
Al processo di questa mattina saranno chiamati a testimoniare anche giocatori e dirigenti, William Finocchi, Alfredo Veltroni e Walter Finocchi, che avrebbero ricevuto minacce dallo stesso dirigente. Sarà chiamato anche l’ispettore superiore della polizia postale Stefano N iccoli.
Si è arrivati al rinvio a giudizio di Riccardo Tinacci, all’epoca dei fatti gestore del palazzetto dell osport di piazzale Azzurri d’Italia, dopo una lunga inchiesta (aperta nel marzo 2014) portata avanti dalla polizia postale e delle comunicazioni, dopo la denuncia presenta da Corazzesi, che ha avuto riscontri sull'identità da vari soggetti.
La società Wind Telecomunicazioni ha appurato ad esempio che l'utenza telefonica utilizzata per inviare messaggi era intestata alla Asd Vas. La polizia postale, nella sua attività investigativa, ha anche riscontrato che alcuni dei messaggi incriminati sono partiti dal server dell'azienda Asl 9, di cui Tinacci è impiegato come assistente amministrativo.
La conferma di ciò è arrivata dal dottor Fastelli, direttore dell'unità operativa servizi Ict di Grosseto e dal sistemista Michele Battaglini, entrambi dipendenti Asl. Inoltre è stato verificato che tra i file log delle macchine connesse ad internet attraverso il proxy c'era anche l'account personale di Tinacci, in quale si è collegato in un paio di occasioni alla pagina web gestita da Auro Corazzesi, minacciato anche nella sua posta elettronica, con dei sostantivi del tipo, «Illuso, arroganza, presunzione, repressione e democrazia».
Un'email del maggio 2013 è stata inviata anche a due dirigenti. Questi riscontri hanno portato il pm, il vice procuratore onorario Elena Bartalini, a disporre la citazione a giudizio di fronte al giudice di pace.
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