Sicurezza
Lanterne in cielo per ricordare Ramona
In tanti hanno partecipato alla fiaccolata organizzata dalla famiglia della ragazza morta nel carcere di Pisa
FOLLONICA. Sopra le teste i festoni natalizi, sulla strada le fiaccole e i lenzuoli bianchi per chiedere ancora una volta giustizia e verità. Il contrasto fra la città vestita a festa e il dolore di una famiglia è ancora più stridente nella silenziosa notte follonichese che ha ospitato il corteo organizzato dalla famiglia di Ramona Cortese, la ragazza trovata morta nella sua cella del carcere don Bosco di Pisa ormai lo scorso agosto.
L'hanno voluta ricordare così, attraversando in silenzio via Roma e il lungomare Carducci fino al bagno Tangram dove decine di lanterne si sono librate in cielo, chiedendo ancora una volta che su questa morte coperta da troppi dubbi si faccia chiarezza una volta per tutte.
Familiari ed amici della giovane, semplici cittadini che hanno voluto portare il proprio contributo di speranza e verità si sono ritrovati attorno alle 21 davanti all'abitazione della famiglia da dove il corteo, una cinquantina i partecipanti, ha sfilato silenzioso per il centro di Follonica. Qualcuno, distrattamente, osservava il dolore composto di questa piccola comunità; altri chiedevano informazioni, in un silenzio pieno di domande che la deserta notte follonichese ha contribuito a rendere ancora più intimo. «Fra pochi giorni saranno 4 mesi che Ramona non c'è più – ricorda la sorella Consuelo – saranno passati altri trenta giorni dall'ultima richiesta effettuata dagli inquirenti lo scorso novembre e per il momento ancora nessuno ci ha comunicato nulla. Ci hanno solo inviato la cartella clinica e i rilievi fotografici effettuati nel carcere ma sulle cause della morte il silenzio è lo stesso dei mesi scorsi: nessuna risposta in merito all'autopsia. Noi non intendiamo fermarci qui, non ci accontentiamo della versione che ci hanno fornito».
Ramona non è figlia di un Dio minore, recita uno degli striscioni che la famiglia e gli amici hanno portato in giro per il centro ed il lungomare. E proprio quella è la paura che attanaglia chi Ramona la conosceva: considerarla come una delle tante morti che accadono nelle carceri italiane, per la quale non serve indagare per scoprire se e cosa ci sia dietro a un gesto a detta di tutti inspiegabile. «Vogliamo ringraziare tutti quelli che stasera sono scesi in strada con noi – conclude Consuelo Cortese - se continueranno a non dirci nulla e a non indagare per capire cosa sia successo davvero torneremo a manifestare ogni mese fino a che non ci sarà giustizia. La prossima volta vogliamo invitare anche il sindaco di Follonica, perché Ramona è morta all'interno di una istituzione pubblica e fino ad oggi nei nostri confronti le istituzioni sono state del tutto assenti». Intanto le lanterne si affievoliscono in lontananza, nel cielo nero della notte follonichese, portandosi dietro un messaggio di speranza e di giustizia.
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