Il Tirreno

Grosseto

Etruria, un’unione tra risparmiatori

di Andrea Capitani
Etruria, un’unione tra risparmiatori

Parte da Porto S. Stefano l’idea di creare un’associazione di cittadini per fare pressing su Renzi e recuperare i denari persi

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PORTO SANTO STEFANO. Uniscono le forze per vederci chiaro. I risparmiatori argentarini si muovono per recuperare il denaro perso per colpa delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria nelle quali avevano investito anni fa alla filiale di Porto Santo Stefano. Vogliono trovare le risposte e, possibilmente, una soluzione per recuperare i risparmi di una vita.

C’è anche chi pensa ad un’associazione, come Valentina Schiano, giovane risparmiatrice santostefanese che si è vista privare, assieme alla sua famiglia, di 75.000 euro: anche nel suo caso si tratta di obbligazioni subordinate.

Valentina si fa portavoce dei compaesani che, chi più chi meno, hanno perso soldi. «Ci riuniamo per andare alla Federconsumatori - dice - per vedere cosa possiamo fare nel frattempo e cosa ci consigliano. Tutti coloro che avevano le obbligazioni subordinate, intanto, stanno anche chiudendo i conti correnti che avevano alla banca Etruria».

Ma qual è la speranza di chi ha perso decine di migliaia di euro? «Recuperare il 100% – continua – ma anche il 75 o il 50% sarebbero già un passo in avanti. L’intenzione però è di fare qualcosa di concreto. Abbiamo una speranza che arriva dal fondo di garanzia di cui parla il Governo»; in effetti, se si concretizzasse l’ipotesi iniziale, cioè quella di una dotazione del fondo da 100 milioni di euro, si tratterebbe di risorse assai esigue per riuscire a ridare il maltolto ai correntisti.

Da qui l’idea di fare gruppo, andando anche oltre il proprio orticello. «Ho in mente di fare un’associazione – aggiunge la giovane – che parta da Monte Argentario che si unisca a Roma, vada in Parlamento e prenda anche un appuntamento con Renzi. Anche perché questi sono risparmi di una vita che non possono andare in fumo così».

Oltre al danno, dunque, anche l’impotenza di non poter far nulla, almeno nel breve periodo, per cercare di recuperare le somme perse.

Anche per Valentina, come per altri, la notizia è arrivata quasi per caso. «Come mi sono mossa? Quando l’ho saputo ho pensato che non fosse vero – dice – Pensavo fosse una cosa temporanea. Pensavo che avessero azzerato i conti per mettere in regola la banca e che li avrebbero restituiti quando tutto fosse tornato alla normalità. Invece mi hanno confermato che il fondo era a zero, anche se queste obbligazioni subordinate erano a tasso di rischio medio-basso. Quindi anche io ho chiuso il conto corrente e ho trasferito i soldi altrove, proprio come hanno fatto altre persone. In totale la mia famiglia ha perso 75.000 euro in obbligazioni subordinate, ma c’è anche chi ha perso di più».

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