Il Tirreno

Grosseto

Sanità: Amiata contro la riforma

di Fiora Bonelli
Sanità: Amiata contro la riforma

Lotta contro il tempo per indire il referendum, oggi una manifestazione alla sede della Regione

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AMIATA. Il comitato pro referendum scalpita e vuole che i cittadini si esprimano in merito alla recente riforma sanitaria varata dalla regione Toscana.

55.000 firmatari chiedono di indire il referendum alla Regione e organizzano una manifestazione per oggi, alla quale parteciperanno anche alcune rappresentanze dell’Amiata. In Amiata, infatti, la situazione è complicata e si teme che le conseguenze della riforma pesino in modo indelebile sulla già precaria sanità montana. Come la sparizione dei distretti e nuovi tiri di cinghia per gli ospedali.

La montagna amiatina, per una volta compatta per difendere il proprio diritto alla salute, ha raccolto, infatti, complessivamente, un migliaio di firme (100 da Cinigiano, altrettante da Arcidosso, 400 da Abbadia San Salvatore, e poi da Seggiano e Santa Fiora) sulle 55mila che sono arrivate da tutta la Toscana, depositate al collegio di garanzia della regionale lo scorso 4 novembre e la cui validità deve essere accertata dalla regione che la sta valutando in questi giorni.

Ma la matassa è particolarmente intricata e così, dello stato sulla verifica è stato chiesto conto recentemente dalla rappresentanza dello stesso comitato che ha invocato un’accelerata. Infatti il consiglio regionale indetto per il 15 dicembre prevede l’approvazione della legge regionale, che contiene tutte le linee guida del riordino contestato dai “referendari”, ma abroga nel contempo la Legge 28 oggetto del referendum. La legge 62 del 2007, all’articolo 36, comma 3, prevede che, di fronte a un’azione legislativa di questo tipo, il referendum resti valido, previa riformulazione del quesito. I tempi però sono particolarmente strategici, visto che, nell’attuale legge, la consultazione a mezzo referendum è possibile solo in una finestra annuale, che va da aprile a giugno. Affinché il referendum, riformulato, possa essere indetto nel 2016, occorre che, entro oggi il collegio di garanzia concluda il proprio lavoro. Invece, il 27 novembre, insieme alla notizia che le firme non erano ancora state interamente verificate, è stato addirittura comunicato l’imminente scioglimento del collegio di garanzia. Il nuovo collegio quindi non inizierà i lavori, presumibilmente, prima di gennaio. Questo allungamento dei tempi farebbe slittare la consultazione al 2017, nonostante il comitato abbia sfruttato, per la raccolta firme, solo sei settimane, a fronte dei sei mesi disponibili, per indire il referendum nel 2016. Per protestare contro queste azioni anti-referendum, che appaiono un vero schiaffo contro il diritto dei cittadini ad esprimersi, il comitato ha promosso per oggi un corteo che si dirigerà in via Cavour, presso il palazzo del consiglio regionale. Vedremo se la presa di posizione darà un’accelerata alla regione.

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