Sicurezza
L’agricoltura di qualità torna a crescere
Aria di ripresa in uno dei settori trainanti per la Maremma. Ma servono interventi contro ungulati e meno pressione fiscale
GROSSETO. La Confederazione italiana agricoltori di Grosseto ha tracciato un bilancio dell'andamento dell'agricoltura in Maremma nell'anno che sta per concludersi. Sono emerse luci e ombre ma in sostanza si può parlare di ripresa del settore che si conferma fattore trainante dell'economia locale. Enrico Rabazzi, presidente provinciale Cia, ne ha parlato durante un incontro in cui sono stati illustrati anche i dati, prodotto per prodotto, dell'annata agraria del 2015.
Ottima la produzione di vino e l'olio, con un aumento rispettivamente del +4% (ed un export in deciso rialzo) e di +90% di quantità rispetto allo scorso anno (anche se per l'olio nel 2014 si era registrato uno scarso raccolto a causa dell'attacco della mosca); gli agriturismi contano su un +3% e un mercato in leggera ripresa (con un'incidenza maggiore di turisti italiani rispetto agli stranieri che soprattutto sono tedeschi ed austriaci); meno bene è invece andata per la castanicoltura che, se da una parte mostra un +30% di prodotto rispetto al 2014, dall'altra ha un mercato interno decisamente in calo. «In questo caso_spiega Rabazzi_ha pesato sul mercato nazionale il commercio delle castagne non italiane», oltre che del cinipide.
Negativa la zootecnia, sia per gli ovini da carne (-3%) e da latte (-10%), penalizzata dai frequenti attacchi dei predatori. Cia, in sinergia con Confagricoltura ed altre associazioni di settore (che hanno costituito, con altre associazioni di settore un accordo nazionale chiamato Agrinsieme) hanno esposto il problema attraverso un'audizione, in Commissione territorio, ambiente e beni ambientali del Senato chiedendo un’adeguata e rigorosa disciplina in tema di contenimento di specie selvatiche e tutela dell'agricoltore. «Serve un colpo di reni da parte dello Stato_continua Rabazzi_e dalla Regione per far fronte agli attacchi degli ungulati». Altro nodo da sciogliere riguarda la pressione fiscale, che continua ad essere elevata e grava sugli agricoltori, al vaglio della nuova legge finanziaria. «Dobbiamo proseguire la battaglia intrapresa con l'abolizione dell'Imu anche per garantire una maggiore sgravio sui terreni agricoli_prosegue_perché gli agricoltori necessitano di fondi per le loro attività e non devono esser soggetti a tasse elevate».
Una chiosa finale va ai giovani agricoltori per i quali è stato aperto un bando nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale regionale 2014/2020 che consentirà alle nuove leve imprenditoriali di godere di agevolazioni per l'avviamento della loro attività. «Abbiamo presentato centoventi domande in Regione_spiega Rabazzi_su un totale di oltre 1.700 in Toscana perché crediamo che un ricambio generazionale serva in agricoltura. Incontreremo i ragazzi in un seminario che si svolgerà venerdì mattina in sala Pegaso».
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