Il Tirreno

Grosseto

«Ha ucciso lo zio»: Orlando resta in carcere

di Francesca Gori

Omicidio di Castel del Piano: l’uomo fermato dai carabinieri non ha risposto alle domande del gip

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CASTEL DEL PIANO. È rimasto in silenzio di fronte alle domane del gip di Velletri, Claudio Orlando, il quarantacinquenne accusato di aver ucciso suo zio Antonio Tucci, disabile, a colpi di bastone in testa nella sua casa a Castel del Piano perchè non voleva dargli i soldi della tredicesima appena riscossa.

L'uomo, assistito dall'avvocato Maria Pia De Maio di Torre Annunziata, in carcere a Velletri con l'accusa di omicidio volontario, si avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha convalidato il fermo e l'uomo rimane in carcere e presto potrebbe essere trasferito a Grosseto. Orlando non aveva un’abitazione nella quale tornare. Motivo in più, questo, perché il giudice per le indagini preliminari disponesse la custodia cautelare in carcere.

Il fermo, fatto dai carabinieri di Grosseto coordinato dal procuratore capo Raffella Capasso e dal sostituto Laura D’Amelio, è stato effettuato venerdì mattina ad Albano laziale. Orlando era su un autobus e stava cercando probabilmente di lasciare Roma per far perdere le proprie tracce. Ma la sua presenza su quell’autobus sarebbe stata segnalata dalle celle telefoniche che il cellulare dell’uomo ha agganciato durante il suo percorso. Il suo telefono era stato infatti messo sotto controllo. Orlando non ha detto niente, né al momento del fermo e nemmeno ieri mattina quando nella sala colloqui del carcere di Velletri si è trovato faccia a faccia con il giudice per le indagini preliminari e con il suo avvocato.

Ma le tracce della sua presenza in Maremma, lo scorso fine settimana quando Antonio Tucci è stato trovato senza vita nella cucina della sua casa di castel del Piano che si affaccia sul Piazzone, non sono state cancellate del tutto. La sua immagine è stata catturata da una telecamera di videosorveglianza della stazione di Grosseto e quando è stato fermato i carabinieri gli hanno trovato alcuni oggetti che appartenevano a suo zio: le chiavi di casa, due telefoni cellulari e tre orologi. Oggetti di poco valore ma che, per Antonio, rappresentavano molto. Da una parte la possibilità di restare in contatto con i propri cari, con la nipote Maria Cristina, la sorella di Claudio che da Roma si prendeva cura di lui e dall’altra i ricordi di una vita felice accanto alla compagna Ilva, con la quale si era trasferito a Castel del Piano.

Nei prossimi giorni verrà fatta l’autopsia sul corpo del pensionato che poi sarà sepolto, dopo i funerali, a Castel del Piano.

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