Il Tirreno

Grosseto

Addio a Marco Storelli, ucciso da un malore a 54 anni

Francesca Gori
Marco Storelli con il figlio Alessio in una delle sue foto di Facebook
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Marco Storelli con il figlio Alessio in una delle sue foto di Facebook

Compagno di una vita di Eleonora Sensini, lavorava nel negozio di via Roma a Grosseto. L'addio alla chiesa del Cottolengo

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GROSSETO. La musica, il mare, i tramonti all’Argentario. La sensibilità, il grande altruismo e anche una lotta, dura, contro la malattia che da anni lo aveva fatto prigioniero. Marco Storelli, 54 anni, una delle colonne portanti del negozio di mobili Sensini in via Roma, non ce l’ha fatta. È morto domenica, nella sua casa di Rispescia dove a trovarlo è stata Eleonora Sensini, compagna di una vita e mamma di suo figlio Alessio. I funerali, molto partecipati, si sono svolti la mattina di martedì 15 dicembre alle 10,30 alla chiesa del Cottolengo.

Marco negli ultimi giorni non era stato bene, ma il suo malessere non poteva certo far pensare a un epilogo così tragico. Domenica sera Eleonora lo ha chiamato al telefono più e più volte ma quando ha visto che lui non rispondeva ha preso l’auto ed è corsa a Rispescia. Lo ha trovato sdraiato per terra, nella cucina della sua abitazione. Ha chiamato immediatamente i soccorritori del 118 ma il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Il cuore di Marco Storelli si era fermato, portando via il suo sorriso ai tantissimi grossetani che nel corso degli anni si erano rivolti a lui per veder realizzata la cucina dei soni, per avere consigli. Ma anche e soprattutto a Eleonora, a suo figlio Alessio e ai tantissimi amici con i quali condivideva le sue passioni, la prima quella per la musica, e i suoi sorrisi.

Marco era figlio di una famiglia molto conosciuta all’Argentario. Il padre, morto poche settimane fa, è stato uno dei pionieri della radiodiagnostica privata in Maremma. Lui non aveva seguito le orme del padre e si era dedicato all’attività che la compagna porta avanti con la sorella Irene. A quel negozio di arredamento dove vengono ideate e realizzate cucine. Di questo si occupava principalmente il cinquantaquattrenne.

Anche negli ultimi giorni, era stato in negozio e aveva lavorato senza pensare alla sua condizioni di salute che negli ultimi tempi si erano un po’ aggravate. Aveva continuato a seguire i propri clienti come aveva sempre fatto.
Viveva per il figlio Alessio, studente di Ingegneria biomedica e per il cane Dino, che aveva portato via dal canile.
 

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