Il Tirreno

Grosseto

Un’ammenda per il cane lasciato in auto

SCARLINO. Aveva lasciato nell'auto il cane affidatogli dal cognato. Sotto il sole, per oltre quaranta minuti, con un piccolo spiraglio di aria che passava dal finestrino. Quando erano arrivati...

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SCARLINO. Aveva lasciato nell'auto il cane affidatogli dal cognato. Sotto il sole, per oltre quaranta minuti, con un piccolo spiraglio di aria che passava dal finestrino. Quando erano arrivati polizia municipale e veterinario, questi avevano constatato una temperatura di 39 gradi, mucose lievemente congestionate e un lieve grado di polipnea (respiro di frequenza superiore alla norma). Una forma di maltrattamento, secondo la Procura, che ha disposto il giudizio per l'uomo che aveva in affidamento il cane, Giuseppe Gennaro, 53 anni, di Grosseto. Questi ha preferito non discutere le contestazioni e ha patteggiato 800 euro di ammenda con il giudice Giovanni Puliatti.

I fatti risalivano al luglio 2013 ed erano avvenuti nel parcheggio di Cala Violina. Qui, poco prima delle 13, erano intervenuti gli agenti della polizia municipale di Scarlino, chiamati da una donna - tra l'altro laureanda in veterinaria - che aveva spiegato di aver visto già alle 12 un pincher nano nell'auto posteggiata: si era informata se qualcuno nelle vicinanze ne fosse il proprietario ma poi, notando che il finestrino era aperto per soli cinque centimetri e che l'animale dava segni di forte disagio, si era decisa a dare l'allarme. Anche gli agenti avevano notato che il pincher manifestava problemi: agitato e impaurito, era a bocca aperta e con la lingua protesa all'esterno. Anche la polizia aveva cercato il proprietario dell'auto, inutilmente, per qualche minuto; poi un agente aveva abbassato un po' con la forza il finestrino anteriore dell'auto, era riuscito a mettere un braccio dentro e ad aprire la portiera. La laureanda lo aveva bagnato con acqua e aveva cercato di tranquillizzarlo, mentre gli agenti avevano rintracciato il numero di microchip. Ma era sabato e gli uffici di anagrafe canina erano chiusi. Così la bestiola era stata affidata alla cooperativa Il Nodo che aveva portato il pincher nell'ambulatorio di una veterinaria di Follonica. Successivamente lo stesso Gennaro aveva chiamato gli uffici della polizia municipale chiedendo notizie del cane affidatogli dal cognato: gli agenti gli avevano spiegato ciò che era avvenuto, poi era partita la segnalazione per la Procura. (p.s.)

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