Proteste
Odissea per un bollo auto: «Ecco come non pagare e farla franca»
Grosseto, coppia vende Opel a un calciatore del Grifone, lui risulta residente allo stadio e la tassa arriva ai fidanzati: «Per correggere l’errore abbiamo speso 1.500 euro»
GROSSETO. Per non pagare il bollo auto e non essere beccati, basta fornire una residenza fasulla: è semplice, non serve fare altro. Conoscete la norma: e cioé la tassa di circolazione deve essere pagata da chiunque guidi una vettura; ma sapevate che la norma si può raggirare e molto agevolmente? I contribuenti onesti ignorano il trucchetto. Non lo conosceva ad esempio Mauro Capasso, giovane grossetano, che è rimasto invischiato, lui e la sua compagna, in una vicenda che ha del paradossale e nella quale gioca un ruolo di prim’ordine anche un (ex) calciatore del Grosseto. Maledetto il giorno in cui hanno deciso di vendere “quella” Opel Agila. Loro sono vittime delle circostanze e per tirarsene fuori – danno e beffa – hanno già dovuto sborsare 1.500 euro per la parcella ad un legale che li tutelasse.
Conto vendita. È marzo 2014 quando Mauro e la sua compagna mettono una Opel Agila, la loro auto, in conto vendita in un’autofficina di Grosseto. La macchina è intestata a lei: vogliono venderla. È tutto regolare, come attesta un documento con cui il titolare dell’impresa di vendita e assistenza auto dichiara di custodire quell’Opel Agila nella sede della sua attività ai fini della vendita. Passano i mesi. E nessuno si compra quella macchina.
Il compratore vip. Con il nuovo anno – siamo a inizio 2015 – spunta finalmente un acquirente interessato all’Opel. Bene. Non è un compratore qualunque: è un calciatore. Un giocatore del Grifone. A fine gennaio 2015 la quattro ruote viene venduta e passa di mano dalla coppia al calciatore. «Per fare il passaggio di proprietà ed essere certi che andasse tutto a buon fine – spiega Mauro – ci siamo persino recati in un’agenzia di pratiche auto di Grosseto. L’acquirente non c’era, ma noi abbiamo firmato tutti i fogli e ce ne siamo andati con in mano un documento».
Brutta sorpresa. A maggio la compagna di Mauro riceve la comunicazione che deve pagare il bollo della Opel Agila: circa 150 euro. C’è sicuramente un errore – pensano – che dipenderà dal fatto che lei è grossetana ma attualmente risiede in un comune del Lazio. C’è stato un gap di comunicazione : è l’ipotesi.
«Vogliamo chiarimenti». La coppia cerca di capirne di più. Non ne viene a capo e allora si reca all’agenzia di pratiche auto per chiedere delucidazioni. E qui cosa scopre? Che l’atto di vendita del veicolo esiste, è compilato in ogni sua parte con i dati dell’acquirente e la firma del venditore, ma che non è stato trascritto al Pra (il pubblico registro automobilistico). E per qual ragione manca questo adempimento? Mauro ci impiega del tempo prima di scoprire l’arcano inghippo, ma la verità viene a galla.
La “confessione”. Il titolare dell’agenzia di pratiche auto spiega che il bollo è arrivato alla compagna perché non è stato possibile trascrivere l’atto di compravendita nei registri del Pra. L’ostacolo? La residenza del calciatore, che figurava nell’atto di acquisto, non aveva lo status di residenza. Di origini straniere, il giocatore a Grosseto era ospitato in una tenuta e non aveva una residenza vera e propria. E allora? Se n’è fabbricata una. Via Atleti azzurri d’Italia. L’indirizzo dello Stadio. Nell’atto di vendita del veicolo, mai entrato nei registri del Pra, figura proprio quell’indirizzo. Ma i nodi vengono al pettine. «Il Comune di Grosseto – spiega in una comunicazione l’agente delle pratiche a Mauro – non ha ritenuto la dimora idonea per stabilirvi la residenza. Ecco perché l’atto di vendita non è stato trascritto». Non finisce qui.
Passaggi di mano. Mauro vuole che il calciatore si faccia carico del dovuto, ma scopre che l’auto non è più sua. L’atleta ha venduto “verbalmente” l’Opel al suo procacciatore d’affari. Come verbalmente? Si chiede Mauro. La legge lo consente nel caso della vendita di autoveicoli per pronunciamento della Corte di Cassazione (n.13991 luglio 2014), risponde l’agente delle pratiche auto. Il procacciatore a sua volta l’ha rivenduta verbalmente ad un’altra persona che ad agosto 2015 l’ha ceduta per 500 euro ad una settantaduenne grossetana. Incredibile.
Soldi spesi. Per ricostruire il percorso fatto dalla Opel, e soprattutto per farsi mettere per iscritto “la confessione” dall’agente delle pratiche, Mauro ha dovuto incaricare un legale la cui parcella per ora è costata 1.500 euro. La coppia del resto aveva bisogno di pezze giustificative per tutelarsi e per dimostrare che con quell’auto non avevano più niente a che vedere.
La morale. «Non voglio immaginare cosa sarebbe potuto succedere – dice Mauro – nel caso in cui con quell’auto fosse stato investito un pedone o fosse stata rubata e usata per commettere una rapina o per ammazzare una persona. Quanto mi sarebbe costato dimostrare che non c’entravamo nulla con quel mezzo? Io a questa situazione voglio comunque andarci in fondo perché non è giusto che chi è onesto venga sempre messo di mezzo». Intanto il calciatore non sta più a Grosseto. E non sta nemmeno in Italia.
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