Sicurezza
«Lasciate qui i nostri dipendenti»
L’Unione dei Comuni chiede il mantenimento dei forestali: devono lavorare per due province
MASSA MARITTIMA. La macchina amministrativa dello Stato sta cambiando, ridisegnando competenze e organizzazioni, talvolta non del tutto in modo liscio. Prendiamo ad esempio l’Unione dei Comuni Colline Metallifere, che per via della legge Delrio e di mancati accordi tra i Comuni si trova ora a gestire la funzione della forestazione di ben due province.
Un cambiamento non da poco: se fino a ieri l’ente doveva occuparsi solo dei boschi di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo, oggi ha in mano quelli del grossetano e del livornese, da Capalbio alla città labronica compreso tutto l’entroterra. La novità non è passata inosservata né alle maestranze che si occupano di foreste e della loro manutenzione (che conta decine di persone tra operai e uffici), né ai vertici dell’Unione stessa, che ora sono chiamati a svolgere un compito con mezzi forse insufficienti. Lo ha detto anche il presidente dell’ente Marcello Giuntini e tutta la sua giunta alla Regione Toscana, scrivendo una lettera in cui richiede ufficialmente di poter trattenere dei dipendenti che per effetto della riforma delle funzioni sarebbero da trasferire ad altri compiti.
Ma facciamo ordine: la legge Delrio e i suoi derivati prevedeva che la funzione di forestazione dovesse andare ai Comuni per i territori di propria competenza, solo che i vari sindaci italiani non hanno mai trovato un accordo per mettere corpo a questo cambiamento. Così la Regione Toscana ha rotto gli indugi e ha fatto una legge per conto proprio, affidando la funzione a otto Unioni dei Comuni che già si occupavano di forestazione e a quella delle Colline Metallifere sono toccate le province di Grosseto e Livorno. Un problema da risolvere per gli uffici maremmani, perché da una parte ha un territorio molto più vasto da tenere sott’occhio e dall’altra, sempre per effetto della riforma, ha visto trasferire alcuni dipendenti sia propri che della Provincia di Grosseto ai nuovi sportelli regionali dell’agricoltura.
Da qui la richiesta in Regione di poter trattenere almeno una parte dei dipendenti che già si occupavano di forestazione, che in molti casi combacia con le attività agricole. Ad oggi, infatti, il personale a disposizione per questo compito è «insufficiente», come si legge nei documenti. Un esempio: l’anno scorso gli impiegati dell’Unione hanno dovuto occuparsi di trecento pratiche per i tre Comuni di competenze; nel 2016, con lo stesso personale a disposizione, dovrebbe affrontarne ottocento. Intanto però Giuntini e la sua giunta hanno dovuto fare i conti anche con la poca chiarezza verso il futuro, che ha preoccupato quelle maestranze grossetane e livornesi che ora fanno capo agli uffici massetani. Circa quaranta persone, di cui buona parte operai suddivisi tra i cantieri di Orbetello, Venturina, isola d’Elba. «Nessuno verrà trasferito a Massa Marittima o in altre sedi, tutti continueranno a lavorare nei propri territori – rassicura Giuntini – anche se la filosofia della norma dice questo, non ci sarà alcun accentramento».
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