Il dolore
Tornano a casa salve le chihuahua rubate
Trovate a Roma, forse erano destinate al racket dell’elemosina
RIBOLLA. La telefonata che aspettavano è arrivata che era già notte. «Abbiamo trovato due chihuahua per la strada, a Roma. Pensiamo siano i vostri. Vi mandiamo la foto».
Quando Patrizia Sili e il marito hanno visto i due musetti, un po’ disorientati, non hanno avuto dubbi: erano loro, Fufy e Caterina, le loro due cagnoline rubate la notte precedente dai ladri insieme a oro e denaro, dalla loro casa di Ribolla (Gavorrano).
Patrizia non riesce a trattenere l’emozione. «Non so dire quanto siamo contenti – racconta al telefono – grazie, grazie a tutti».
Il suo disperato appello su Facebook, ripreso anche dal Tirreno, ha toccato i cuori di tutti. Ma nessuno avrebbe immaginato che le due cagnoline sarebbero finite addirittura nella capitale, a 200 chilometri da Ribolla.
«Erano circa le 23 di giovedì – dice Patrizia – quando ci hanno telefonato da Roma. Era un ragazzo, ci ha detto di averle trovate lungo una strada in zona La Rustica mentre era a passeggio con la moglie. Non sapevano che le stavamo cercando; non avevano visto l’appello su Facebook, ma le ha viste disorientate e sole e ha avuto paura che finissero sotto una macchina».
Rientrati a casa, il tempo di sistemare il bambino, poi la coppia ha aperto Facebook. Dove, nel frattempo, il tam tam dell’appello di Patrizia era rimbalzato in centinaia di profili, con il numero di telefono da chiamare per eventuali segnalazioni.
«Ci hanno telefonato – dice Patrizia – ci hanno detto che non erano sicuri che erano le stesse cagnoline. E così ci hanno mandato una foto».
È bastato uno sguardo e Patrizia è scoppiata in lacrime. Stavolta lacrime di gioia e di sollievo: Caterina e Fufy la guardavano dallo schermo del cellulare come per dirle: «Siamo salve, vogliamo tornare a casa».
«Mio marito è partito subito per andare a prenderle – prosegue Patrizia – Quando finalmente le ha viste, erano ancora molto spaventate e spaesate e lì per lì non hanno avuto particolari reazioni. Poi però in auto a poco a poco si sono tranquillizzate. E poi sono come impazzite dalla gioia, coprendolo di feste».
Caterina e Fufy adesso riposano tranquille tra cuscini, copertine, coccole e carezze. Hanno passato la mattinata a dormire e rilassarsi. «Hanno fatto i loro bisognini, mangiato e dormito – racconta Patrizia – Caterina, che è quella senza una zampina, è tornata subito la tosta che è sempre stata. Fufy, invece, è ancora un po’ scombussolata. Forse ha preso freddo; le ho dato degli antibiotici e in giornata verrà una veterinaria per visitarla».
Patrizia adesso non riesce a togliere gli occhi dalle sue due cagnoline. «Fufy è nata in braccio a me e ce l’ho da dieci anni – dice – mentre Caterina l’abbiamo presa subito dopo la nascita. Sua mamma è morta di parto; le davo io il biberon».
Ma come sono finite a Roma le due cagnoline? Il ritrovamento, oltre a chiudere in bellezza la brutta avventura per la famiglia di Patrizia, fornisce agli investigatori utili informazioni sul percorso seguito dai ladri e una ipotesi anche sui motivi che li hanno spinti a rubare le due cagnoline.
«Quando le hanno trovate avevano delle collanine con delle perline addosso – racconta Patrizia – e questo fa pensate che chi le rubate avesse intenzione di usarle per chiedere l’elemosina. Stiamo aspettando i carabinieri di Gavorrano che sono in contatto con quelli di Roma e che stanno facendo le indagini. Pare che quella sia una zona dove arrivano continue segnalazioni».
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