Sicurezza
Terme: perché il legale costa 19.000 euro
GROSSETO. Il Comune di Grosseto deve spendere altri 19.000 euro per difendersi in Corte di Cassazione dopo l’ennesimo ricorso della Rosellae Thermae. Non soddisfatta dei 481.000 euro che il Municipio...
GROSSETO. Il Comune di Grosseto deve spendere altri 19.000 euro per difendersi in Corte di Cassazione dopo l’ennesimo ricorso della Rosellae Thermae. Non soddisfatta dei 481.000 euro che il Municipio le deve versare, come ha stabilito la Corte d’appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione contro quel giudizio. La società infatti vuole dalle casse pubbliche una cifra ben più considerevole. La società ha impugnato la sentenza che la Corte di Appello di Firenze ha emesso nel 2014 con cui è stato respinto il ricorso in appello che la società aveva presentato contro il lodo arbitrare del 2011: a fronte di una richiesta di risarcimento per 11 milioni di euro, il Comune è stato condannato al pagamento delle sole spese di progettazione sostenute dalla società.
Questi ulteriori 19.000 euro che il Comune deve spendere per difendersi sono pochi o sono molti soldi per una parcella d’avvocato? L’Amministrazione comunale l’aggravio lo spiega così: «Il Comune ha affidato il patrocinio a un legale – si legge in una nota – Francesco Massimo Pozzi del foro di Firenze. Il valore della causa ammonta a oltre 11mila euro, e pertanto il compenso pattuito con il legale incaricato, comprensivo di oneri e Iva, è determinato sui valori minimi dei compensi professionali».
Secondo la norma, spiegano dagli uffici comunali, la spesa che deriva dagli incarichi dei legali esterni, la cui esigibilità (quando riscuote) non è determinabile (il quando non lo è), «sono imputati all’esercizio in cui il contratto è firmato», anche se la liquidazione della somma sarà effettuata soltanto a causa conclusa. Insomma, bisogna accantonare somme di denaro per quando la parcella dovrà essere saldata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google