Attenzione
L’ex ospedale lascia il posto a un giardino pubblico
Grosseto, il Comune approva il progetto esecutivo ispirato all’intuizione di due architetti Stradelli, piante e prato saranno disposti secondo l’antico disegno dei frati
GROSSETO. Archiviate le polemiche sul degrado, rinchiuse in soffitta le critiche per l’abbattimento dell’ex ospedale, tastati un po’ gli umori, alla fine si fa largo l’idea del giardino pubblico.
È questo il piano, al momento provvisorio, del Comune di Grosseto per i 3.000 metri quadrati recuperati tra via Saffi e il convento di San Francesco, in centro storico, dopo l’abbattimento dell’ala più malmessa del vecchio nosocomio.
La giunta ha approvato due giorni fa il progetto esecutivo che, con una spesa di 45.000 euro, darà una prima sistemazione all’area per farne un giardino pubblico. Stradelli, breccia, prato e nuove piante, disposte secondo lo schema originario dell’hortus conclusus dei frati, qui ospitato almeno fino al primo ventennio dell’Ottocento, renderanno lo spazio fruibile e ordinato.
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«Un bel giardino fruibile da tutti nel cuore del centro storico – dice il sindaco Emilio Bonifazi – che rappresenta solo il primo passo del processo di riqualificazione complessiva dell’area; ospitava un’ala irrecuperabile del vecchio ospedale e mentre adesso ospiterà cittadini e iniziative».
«Da area degradata a giardino che ospiterà tante iniziative – dice l’assessore ai Lavori pubblici – è davvero un bel passo avanti. Riqualificazione e anche riappropriazione degli spazi e del paesaggio urbano sono le parole d’ordine di questo intervento. A tal fine ci siamo rapportati con la antica sistemazione di quell’area risultante dai disegni di metà ’700 del colonnello Warren».
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A dirla tutta l’idea di un giardino pubblico in questo angolo di centro storico non suonerà nuova ai grossetani. A fine ottobre gli architetti grossetani Stefano Sagina e Stefano Sassi dello studio S4lighting avevano pubblicamente lanciato la proposta di ricreare un giardino per bambini e anziani, con precise essenze e piante, recuperando proprio i disegni di Odoardo Warren, il colonnello incaricato di risistemare Porta Nuova, che ha disegnato una precisa cartografia dell’area fino all’orto dei frati.
«Sì – conferma Monaci – il progetto, elaborato dall’architetta Annalisa Camarri e dall’ingegner Luca Vecchieschi del Comune, ha ripreso la proposta che Sagina e Sassi ci avevano sottoposto e che ci era piaciuta. Del resto lo spirito di questo intervento è da un lato recuperare la memoria dei luoghi, dall’altro favorire la condivisione dei progetti. Solo così un progetto è vincente e lo dimostra il fatto che i vecchi progetti per le Mura, ad esempio quello di Marri e Perin, fatti nelle chiuse stanze, non sono più fattibili».
Ma per l’ex ospedale non doveva esserci un concorso di idee, appunto nell’ottica della condivisione? «Sì e lo faremo – dice Monaci – ma tra scrivere il bando, pubblicarlo, valutare le proposte e realizzarle passa il tempo. Ci siamo resi conto che molti concordano sul fatto di fare qui un giardino. Quindi al momento questo faremo. Se poi arriveranno altre idee le valuteremo». Teoricamente qui potrebbe anche essere costruito un edificio; così prevede il regolamento urbanistico. Ad oggi però il destino è un altro.
Il progetto, nel dettaglio, sarà esposto da Monaci, Bonifazi, Sagina, Sassi, sabato 19 dicembre durante “Vuoto di memoria”, l’evento organizzato dal neonato Amaze group con la partecipazione del Comune per inaugurare il ritrovato spazio, e che prevede anche mercatino, concerto gospel, attività per bambini, proiezioni.
«La giunta ha approvato il progetto esecutivo – conclude Monaci – e i lavori verranno affidati subito. Penso che per il 19 riusciremo solo a sistemare un po’ il terreno per permettere lo svolgimento della manifestazione. I lavori veri e propri inizieranno a gennaio 2016».
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