Il dolore
Droga nell’appartamento I quattro restano in cella
GROSSETO. Restano tutti in carcere, dopo la convalida, i quattro arrestati dai carabinieri per il possesso a fini di spaccio di 35 grammi di droga. Carcere per Andrea Rusci, 51 anni, per Brahim...
GROSSETO. Restano tutti in carcere, dopo la convalida, i quattro arrestati dai carabinieri per il possesso a fini di spaccio di 35 grammi di droga. Carcere per Andrea Rusci, 51 anni, per Brahim Talbi, 29 anni, Montassar Talbi, 20 anni, e Jamel Talbi, 21 anni, questi ultimi tre tunisini, difesi dagli avvocati Pellegrini, Spinosa e Parenti.
Il giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari ha ritenuto la sussistenza di gravi indizi. E ha ritenuto fondamentale la testimonianza della ragazza che era appena uscita dall'appartamento di Rusci, in zona Europa: nel pomeriggio, poco dopo le 17, la ragazza era stata fermata dai carabinieri con 0,3 grammi di eroina, acquistata da un certo Jamal, nell'abitazione di un tale Andrea dove vi sarebbero state altre trenta dosi. I militari si erano appostati e quando Rusci aveva aperto per far entrare Brahim avevano perquisito la casa, trovando cinque dosi di cocaina e quattro di eroina per 3,08 grammi in tutto.
Poco dopo erano arrivati Jabel e Montassar; quest'ultimo alla vista dei carabinieri aveva provato a fuggire, ferendo un sottufficiale (7 i giorni di guarigione) e cercando di disfarsi di quasi 13 grammi di eroina. A Jamel i carabinieri trovavano 21 involucri di plastica termosaldata per 7,5 grammi di eroina: erano in un fazzoletto di carta che il giovane stringeva nella mano. La perquisizione domiciliare veniva quindi completata: saltavano fuori (da sotto il letto) uno zaino contenente 8 involucri di cocaina (2,18 grammi) e 15 di cocaina (5,32); hashish per 1,25 grammi (sul comodino del letto); mannite (un dolcificante) per 1,77 grammi (nell'armadio); una bilancina (idem); telefoni cellulari; materiale per il confezionamento.
Detenzione a fini di spaccio e anche spaccio la contestazione per tutti e quattro gli arrestati; per Jabel e Montassar anche la resistenza a pubblico ufficiale (con lesioni per il secondo). Jamel deve rispondere anche del porto abusivo di un coltello a serramanico con 7 centimetri di lama.
Non credibile per il gip, che si era riservato la decisione dopo gli interrogatori avvenuti giovedì in carcere, la giustificazione di Rusci che ha parlato di un rifornimento personale, di un servizio a domicilio a causa delle sue condizioni di salute; praticamente sicuro invece che quella casa fosse stata messa a disposizione come una base operativa dei tre stranieri e che Rusci, poiché la ragazza aveva acquistato tre volte droga da Jamel, doveva sapere cosa facevano i tre tunisini che quel giorno - era lunedì scorso - stavano verosimilmente tornando dal consueto giro dello spaccio. Ed è sostanzialmente questo il motivo per il quale il giudice non ha potuto concedere a Rusci gli arresti domiciliari.
Pierluigi Sposato
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