La manifestazione
Paradosso ciclabile: nessuno deve pulire
La pista lungo la Senese è un tappeto di foglie, immondizia, siringhe. Perché? Non è prevista una regolare manutenzione
GROSSETO. Cumuli di foglie secche sotto i quali si nascono scarti di cibo e sacchetti del vicino fast food, bottiglie di birra, siringhe, batuffoli di cotone insanguinati di chi si va a fare le analisi del sangue. Un problema non solo di sporcizia, ma anche di igiene affligge la pista ciclabile che, costeggiando la Senese, porta all’ospedale Misericordia di Grosseto e oltre.
Ma che, a quanto pare, il Comune non ritiene di dover tenere sotto controllo in modo continuativo, nemmeno nel periodo autunnale, quando gli alberi che costeggiano la strada perdono le foglie e la sporcizia a terra si moltiplica. Nessuno, infatti, è incaricato di pulire la pista ciclabile, né il Comune, né Sei Toscana.
Che la pista fosse “abbandonata” da scope e macchine pulitrici se ne sono accorti coloro che la frequentano che gli abitanti della zona, le cui case si affacciano su quella stretta lingua di asfalto riservata alle due ruote e ai pedoni. «L’ultima volta sono venuti a pulire un mese fa – si lamenta una signora – nonostante oltre alle foglie e ai rami secchi su questa pista ciclabile ci sia di tutto». Quando piove la pista, oltre a essere sporca, diventa impraticabile: le foglie ostruiscono i tombini e l’acqua ristagna.
Eppure qui ci passa ogni giorno un sacco di persone, molte delle quali dirette all’ospedale, oppure gente del quartiere che si vuole sgranchire le gambe con una passeggiata. Che, però, diventa un percorso a ostacoli tra l’immondizia. Non aiutano buche, radici sporgenti e tratti di asfalto saltato, oltre all’illuminazione, visibile solo con un bello sforzo di fantasia.
La situazione va avanti già da quando c’era il Coseca, denunciano gli abitanti. «Prima ogni venerdì venivano a pulire – prosegue la signora – ora non si vedono più. Abbiamo chiamato il Comune, abbiamo chiamato Sei. Questi ultimi ci hanno detto di presentare un reclamo attraverso il loro sito. Quello che non capiamo è come mai nella strada di fronte è tutto pulito, e qui sulla pista bisogna ogni volta arrivare fino all’esasperazione e poi fare le segnalazioni, sperando che vengano ascoltate».
La risposta del Comune è di un impressionante candore: la pista viene pulita solo in via straordinaria. «Il contratto di servizio con Sei Toscana – spiegano dal Comune – non prevede la pulizia delle piste ciclabili né delle aree verdi. Qui il Comune si occupa di potare gli alberi e la società Sistema di svuotare i cestini. La pulizia in terra viene fatta solo a chiamata, in via straordinaria. Se però ci sono le siringhe, basta una segnalazione perché il Comune si mobiliti».
Confermano da Sei Toscana: non spetta loro pulire in modo ordinario «ma già funzionava così quando c’era ancora il Coseca», precisano.
Insomma, come se a casa una ditta di pulizie lavasse i vetri, un’altra rifacesse i letti ma nessuno spolverasse e pulisse il pavimento. Eppure non risulta che a chi abita lungo la ciclabile sia stato fatto uno sconto sulla tassa per i rifiuti...
Fatto sta che lo stesso Comune ammette che «è vero, va pulita di più». E, curiosa coincidenza, proprio nel giorno in cui Il Tirreno chiede spiegazioni (la mattina), ecco che gli addetti Sei effettuano la tanto attesa pulizia straordinaria (il pomeriggio). Anche se di straordinario, in questa vicenda, pare esserci solo la (non) cura della pulizia.
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