Il Tirreno

Grosseto

Niente casa di riposo, l’Asl restituisce i soldi

Il Comune di Castiglione della Pescaia incassa i 100.000 euro anticipati dieci anni fa per la struttura

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una buona notizia per il Comune di Castiglione della Pescaia: l’Asl 9 di Grosseto ha restituito centomila euro all’amministrazione cittadina, visto che ormai la residenza per gli anziani di via San Benedetto Po non si realizzerà più, e quindi nemmeno l’ala destinata alla sede del distretto sanitario.

La vicenda inizia nel 2005, quando l’allora giunta di Monica Faenzi decise di procedere con il progetto della casa di riposo a ridosso della collina di via San Benedetto Po, destinando dei locali alla Asl di Grosseto, in modo da avere una sede migliore per la sanità cittadina.

A dire la verità la Rsa era un’idea nata alla fine degli anni Ottanta con la prima variante al Prg, con tanto di concessione di mutuo e il decreto espropriativo dell’area individuata per l’edificazione del fabbricato. Nel 1994 il primo affidamento fu fatto dalla giunta guidata da Franco Roggiolani, con l’avvio dei primi lavori nel 1995: il manufatto prese corpo, con la realizzazione dello scheletro della “casa”, che prevedeva nel primo stralcio la costruzione di dodici camere doppie per ventiquattro posti letto più servizi comuni.

Purtroppo il fallimento della ditta che aveva vinto l’appalto fece abortire il progetto. Fu la volta così della giunta di Monica Faenzi a tentare, tramite un project financing, di far ripartire la costruzione della casa di riposo: anche in questo caso però fu un altro fallimento, con una serie di inadempimenti contrattuali e cambi di struttura societaria che portarono alla rescissione del contratto nel febbraio 2009.

Nelle scorse settimane era stato il consiglio comunale a deliberare che quella casa di riposo non avrebbe mai visto la luce: così, dopo i passaggi necessari, è toccato all’Asl prendere atto che quell’anticipo concesso dal Comune andava restituito.

Nel decreto a firma del vice commissario Daniele Testi, si ripercorre la vicenda dal 2005, quando la Asl 9 e il Comune stipularono un accordo di permuta immobiliare con conguaglio in denaro a favore della Asl. L’Asl incassava, a titolo di deposito cauzionale, 100.000 euro. Con la proposta di accordo per la risoluzione consensuale dell’accordo il Comune precisa che la mancata realizzazione del nuovo edificio non è dovuta a cause imputabili al Comune stesso. Perciò l’Asl restituisce i soldi.

L’Asl aggiunge comunque che seppur possano permanere le esigenze di avere a disposizione una nuova sede distrettuale sul territorio del comune di Castiglione della Pescaia, la strada individuata dalla deliberazione che approva il primo accordo «non è ad oggi più praticabile, perché anche l’ipotetica realizzazione di un edificio nuovo e diverso, comporterebbe la rideterminazione degli obblighi».

Insomma, al momento niente più casa di riposo ma nemmeno la sede per l’Asl 9.

Enrico Giovannelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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